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	<title>Buddhachannel : le portail du bouddhisme dans le monde</title>
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	<description>Buddhachannel vous proposent des articles, et des vid&#233;os dans un portail autour de la communaut&#233; bouddhiste.</description>
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		<title>Budda - vegetariano?</title>
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		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>


		<dc:subject>Buddhismo</dc:subject>
		<dc:subject>vegetarismo</dc:subject>
		<dc:subject>vegetariano</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;In nome dell'amore per la purezza, il Bodhisattva dovrebbe astenersi dal mangiare carne, originata dallo sperma, dal sangue, ecc. Per paura di terrorizzare gli esseri viventi, lasciate che il Bodhisattva, che cerca con la disciplina di raggiungere la compassione, si astenga dal mangiare carne...&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt;Bouddhisme&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?mot4569" rel="tag"&gt;Buddhismo&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?mot8247" rel="tag"&gt;vegetarismo&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?mot8248" rel="tag"&gt;vegetariano&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton16199-9265b.gif&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_20431 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L500xH343/foxiang-3-d84d1.gif' width='500' height='343' alt=&quot;&quot; style='height:343px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Budda: un titolo applicato a Gautama Siddhartha, nobile e maestro religioso dell'India settentrionale, considerato dai suoi seguaci come colui che pi&#249; recentemente ha riscoperto il cammino verso l'illuminazione; il fondatore del Buddismo.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;In nome dell'amore per la purezza, il Bodhisattva dovrebbe astenersi dal mangiare carne, originata dallo sperma, dal sangue, ecc. Per paura di terrorizzare gli esseri viventi, lasciate che il Bodhisattva, che cerca con la disciplina di raggiungere la compassione, si astenga dal mangiare carne...
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Non &#232; vero che la carne &#232; un cibo giusto e permesso quando non &#232; stato egli stesso ad uccidere l'animale, quando non aveva ordinato ad altri d'ucciderlo o quando non era specificamente diretta a lui quell'azione. Inoltre, ci potranno essere alcune persone in futuro che ... sotto l'influenza del buon sapore della carne, intesseranno in vari modi sofisticati argomenti per difendere l'atto del mangiar carne.
Ma... mangiare carne in qualsiasi forma, in qualsiasi modo, e in qualsiasi luogo &#232; incondizionatamente e una volta per tutte, proibito... Non ho permesso di mangiare carne a nessuno, non lo permetto, non lo permetter&#242;. - Lankavatara
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La ragione per la quale praticare dhyana [concentrazione della mente e ricerca per raggiungere Samadhi [equilibrio; tranquillit&#224;; altezza e consapevolezza] &#232; fuggire la sofferenza della vita, ma se noi stessi cerchiamo di sottrarci alla sofferenza, perch&#233; dovremmo infliggerla ad altri? Se non riuscirete per lo meno a controllare la vostra mente in modo da considerare odioso anche solo il pensiero di un'azione brutale e di un'uccisione, non sarete mai capaci di fuggire dalla schiavit&#249; della vita del mondo&#8230; Dopo il mio Parinirvana [estinzione completa] nell'ultimo kalpa [il tempo tra l'inizio di un ciclo cosmico e la sua estinzione] diversi tipi di fantasmi potranno essere visti dovunque ingannare la gente ed insegnare che &#232; concesso mangiare carne e raggiungere comunque l'illuminazione . . . Come pu&#242; un bhikshu, che spera di diventare un messaggero di altri, vivere della carne di altri esseri senzienti? - Surangama
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Cibarsi di carne estingue il seme della grande compassione. - Mahaparinirvana
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Ho imposto la legge contro l'uccisione di certi animali e di molti altri, ma i pi&#249; grandi progressi della giustizia tra gli uomini vengono dall'esortazione contro il danno alla vita e in favore dell'astensione dall'uccidere esseri viventi. - Editti di Ashoka
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Non ferire gli altri con ci&#242; che reca dolore a te stesso. - Udanavarga
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Chiunque non compia nessun male con le azioni, n&#233; con la parola, n&#233; con il pensiero, sar&#224; chiamato bramino e sar&#224; prudente nelle tre cose. - Dhammapada
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il Budda ha piet&#224; anche nei confronti delle cose pi&#249; cattive. - Vinaya, Cullavagga Khandhaka
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Servire le creature vuol dire servire il Budda. - Proverbio indiano
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Tutti gli esseri cercano la felicit&#224;; quindi lasciate che la vostra compassione si estenda a tutti. - Mahavamsa
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;L'ottuplice sentiero - retta visione, retto pensiero, retta parola, retta azione, retta vita, retto sforzo, retto ricordo, retta concentrazione . . porta all'estinzione delle sofferenze e al Nirvana. - Primo sermone di Budda sulla quarta verit&#224;. Vinaya, Mahavagga
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La dea della Piet&#224; ha mille mani - e le occorrono tutte. - Proverbio giapponese
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Colui che, cercando la propria felicit&#224;, punisce o uccide altri esseri che cercano, anch'essi, la felicit&#224;, non trover&#224; felicit&#224; dopo la morte. - Dhammapada
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Non lasciate che egli distrugga, o causi la distruzione, di alcuna vita, n&#233; sanzioni gli atti di coloro che lo fanno. Fate che si astenga anche dal ferire qualsiasi creatura, sia quelle forti sia quelle che tremano al mondo. - Sutta-Nipata
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Perch&#233; ha piet&#224; di ogni creatura vivente, si pu&#242; chiamare un uomo &#8220;santo&#8221;. - Dhammapada
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Pieno d'amore per tutte le cose del mondo, pratica la virt&#249; per beneficiare gli altri, solo quest'uomo &#232; felice. - Dhammapada
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Un atto di amore puro nel salvare una vita &#232; pi&#249; grande del trascorrere tutto il proprio tempo in offerte religiose agli dei. - Dhammapada
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Qualche commento dai lettori di queste pagine:
&lt;br&gt;
&lt;br&gt; 1. Molte fonti affermano che Budda mor&#236; dopo aver mangiato funghi velenosi, non carne di maiale. Sappiamo che il Budda insegn&#242; ai propri monaci l'astensione dall'uccidere gli animali, ma, poich&#233; essi avrebbero vissuto d'elemosina, disse loro di accettare la carne offerta purch&#233; l'animale non fosse stato ucciso specificamente per il loro beneficio. Comunque, le persone che offrivano cibo a Budda conoscevano certamente le sue preferenze per gli alimenti vegetariani, quindi avrebbero potuto preparare i cibi adatti.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt; 2. Nonostante ci siano state discussioni sul fatto che egli mangiasse carne quando gli veniva donata come elemosina, ce ne sono state altrettante a favore della tesi opposta (Vedi To Cherish all Life di Roshi P. Kapleau). E' contro le basilari concezioni del Buddismo cibarsi di carne, e solo coloro che vogliono trovare giustificazioni a quest'azione ragioneranno differentemente.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt; 3. Il Budda fu quasi certamente vegetariano. Ci sono molti sutra composti dopo la sua morte che contengono quasi ogni immaginabile tipo di distorsione o rappresentazione sbagliata degli insegnamenti originali, quindi il fatto che qualche sutra, da qualche parte, (o anche molti sutra) affermino che egli mangiasse carne non ha senso. L'unico importante principio &#232; ci&#242; che quei sutra indiscutibilmente autentici affermano. Questi, senza eccezione, sostengono fortemente, e a volte ordinano, il vegetarismo. Io sono uno studente all'Universit&#224; di Medicina Albert Einstein di New York, e sono stato specializzando in storia Asiatica alla Cornell University. Ho vissuto in Giappone per due anni e mezzo, e mia moglie &#232; giapponese e buddista. (Mangia carne, proprio come molti cristiani non perdonano i propri nemici, ecc. La pratica di coloro che si considerano seguaci del fondatore di una religione non &#232; la guida per conoscere la vita o anche gli insegnamenti di quel fondatore.) &lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt;Fonte : &lt;a href=&quot;http://www.ivu.org/&quot; target=_blank&gt;www.ivu.org&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Mamma respira con me - di Thich Nhat Hanh</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article11385</link>
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		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Quando amate qualcuno, dovete essere veramente presenti per l'altro. Ho conosciuto un bambino di dieci anni al quale il padre aveva chiesto cosa desiderasse per il suo compleanno. Il bambino non seppe rispondere: il padre era ricco e avrebbe potuto permettersi di comprargli qualsiasi cosa.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique17" rel="directory"&gt;Editorial&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton11385-a0ddf.gif&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_14763 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L475xH318/Enfant-vietnamien-132a2.gif' width='475' height='318' alt=&quot;&quot; style='height:318px;width:475px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Correre dietro a uno scopo ci impedisce di essere veramente vivi. Quanta parte della vita si spreca, correndo dietro al guadagno o al piacere dei sensi? Crediamo che la felicit&#224; sia qualcosa da ottenere, in realt&#224; la felicit&#224; &#232; qualcosa che succede in ogni momento della giornata. La felicit&#224; &#232; accettarsi, essere soddisfatti di se stessi, soddisfatti di essere bambini, quando si &#232; bambini, se si &#232; adulti comprendere la meraviglia di essere quello che si &#232;, senza volere diventare qualcun altro. Questo &#232; un punto molto importante. Secondo gli insegnamenti buddhisti, non porta felicit&#224; volere cambiare se stessi, l'ambiente, la situazione, volere diventare qualcos'altro. Il Buddha ci ha insegnato ad accettare noi stessi, perci&#242; dobbiamo imparare a gioire della pace e delle cose che abbiamo.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Gioire dello scrivere, se siamo scrittori, gioire del fare vestiti, se facciamo vestiti, gioire del lavare, se laviamo, gioire del bere un caff&#232;, se stiamo bevendo un caff&#232;, gioire se stiamo parlando con un amico, se stiamo lavando il pavimento. A Plum Village impariamo a vivere in modo che tutto ci porti pace, felicit&#224; e libert&#224;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Occorre imparare a sedersi in pace, in maniera stabile e calma: meditare non significa sentirsi forzati a stare fermi in un posto. I nostri genitori hanno magari passato l'intera vita a correre di qua e di l&#224;, non hanno avuto mai un momento per sedersi e provare pace e gioia. Io, come figlio, posso sedermi in modo stabile, posso sorridere e dire: 'Mamma, mi siedo con te, ora. Tu sei in me e io sono in te. Se mi siedo e respiro, anche tu puoi sederti e respirare'. Questo &#232; l'unico modo per liberare la madre dentro di noi. Per aiutarla a porre fine alla sua sofferenza, a quell'agire senza tregua, che non le ha mai concesso un momento di calma e di pace. 'Mamma, siediti con me, respira con me. Quando io inspiro, inspira anche tu. Quando espiro, espira anche tu'.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Inspirando, mi calmo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Espirando, sorrido.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Se calmo il corpo, la calma raggiunger&#224; anche i miei pensieri, cos&#236; come il corpo e i pensieri di mia madre, perch&#233; il corpo e la mente di mia madre continuano nel mio corpo e nella mia mente. Provate a sentire questa sensazione di devozione e di piet&#224; verso i vostri genitori e offritegliela; essi vi hanno dato la vita e di sicuro hanno voluto prima di tutto la vostra felicit&#224;. Meditando, respirando tranquillamente e sorridendo, pace e gioia entreranno nel nostro corpo e nella nostra mente, come nel corpo e nella mente dei nostri genitori. Noi saremo liberati e anche loro lo saranno, perch&#233; non pratichiamo solo per noi, ma anche per loro.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Anche adesso che sono anziano, pratico in questo modo:
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Inspirando, mi sento calmo e leggero.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Espirando, mi sento sereno e gioioso.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Poi, a volte, chiamo mia madre: ' Mamma, respira con me '. A volte chiamo la nonna, a volte mio padre e mentre inspiro ed espiro vedo molto chiaramente che io e lui siamo una sola cosa e gli offro la possibilit&#224; di fare la meditazione seduta, la meditazione camminata, di essere in contatto con quegli insegnamenti che a me hanno procurato la pace e la gioia e che a lui sono mancati. Anch'io ho vagato a lungo, cercando la felicit&#224;, ma ora ho avuto l'illuminazione che la felicit&#224; &#232; proprio qui, nel momento presente. So che posso essere felice mentre lavo, so che posso essere felice mentre preparo da mangiare, mentre sto seduto. Mi sono finalmente fermato, sono tornato a casa e questa casa &#232; il momento presente.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Quando sentiamo una campana, diciamo: ' Ascolta, ascolta. Questo suono meraviglioso mi riporta alla mia vera casa ', perch&#233; la nostra vera casa &#232; nel momento presente. Il Buddha ci ha insegnato a vivere profondamente ogni momento della nostra vita. Perci&#242; ' sono a casa ' significa che smetto di vagare: torno qui, torno da mia madre, da mio padre, imparo a sedermi in pace.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Inspirando, sono a casa.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Espirando, sono arrivato.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Mangiare in silenzio, nel pasto formale, ci dona quaranta minuti di felicit&#224;, perch&#233; mangiamo insieme al sangha, ci guardiamo sorridendo, sapendo che abbiamo cibo sufficiente, che questo cibo &#232; un dono della terra e del cielo. Impariamo a camminare, consapevoli che ogni passo che facciamo &#232; un miracolo. Quando saremo morti non potremo pi&#249; camminare, guardare il cielo, sentire il canto degli uccelli, la voce delle persone che amiamo: il fatto di essere vivi &#232; il miracolo pi&#249; grande.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Inspirando, so di essere vivo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Espirando, sorrido alla vita.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Impariamo la meditazione seduta e camminata, cos&#236; da poter vivere profondamente la gioia e la pace del momento presente. Riflettiamo: 'Cosa ho fatto della mia vita? Ho bruciato, sprecato la mia vita, la mia giovinezza? Non voglio pi&#249; continuare a vivere in questo modo inconsapevole '. Nel momento in cui abbiamo una simile illuminazione e decidiamo di non volere pi&#249; gettare via la nostra vita, sapremo come tornare nel momento presente e viverlo profondamente, praticheremo la meditazione seduta e camminata, il pasto in silenzio, in modo da sentirci leggeri, a nostro agio, felici. Ogni momento deve essere una gioia.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Le persone non sanno mangiare, in realt&#224; mangiano la tristezza, la rabbia, l'ansia e perdono il cibo reale, un dono meraviglioso dell'universo. Chi guarda la televisione, invece di guardare il proprio partner o i propri figli, sta compromettendo la felicit&#224;. Alcuni si chiedono perch&#233; mangiare in silenzio. Non si tratta di semplice silenzio: bisogna imparare a respirare profondamente, per entrare in contatto con il cibo, per entrare in contatto con la pace e la felicit&#224;. &#200; lo stesso per la meditazione, per la cucina. Non occorre parlare di cose metafisiche, ma di come portare felicit&#224; nella vita quotidiana, qualsiasi cosa facciamo, di come sorridere alla famiglia in cui viviamo, perch&#233; la felicit&#224; dipende proprio da come camminiamo, da come sorridiamo, da come prendiamo per mano un bambino.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;E molto semplice. 'Sono a casa '. 'Sono arrivato '. Ma quando diciamo 'casa', dobbiamo davvero tornare a casa, smettere di girovagare. &#200; un'illuminazione vedere che la felicit&#224; &#232; qui, che posso accettarmi cos&#236; come sono. Quando inspiriamo e diciamo 'sono arrivato ' ci impegnamo a fermare questo peregrinare. Samatha, il fermarsi, &#232; la prima cosa da imparare. Quando siamo nel momento presente, non corriamo pi&#249;, scopriamo una pace istantanea. Quando pratichiamo la meditazione camminata nella sala di meditazione, inspiriamo, facciamo un passo e diciamo: 'Sono arrivato '. Non permettete alla mente di pensare a qualcosa di diverso dai piedi. 'Casa', 'arrivato'. Camminate in modo che ogni passo vi porti pace, felicit&#224; e leggerezza. 'Ad ogni passo sboccia un fiore '. &#200; come se parlassimo col Buddha, quando diciamo 'casa', 'arrivato'. Anche il suono della campana &#232; la voce del Buddha che dice: 'Vieni, non correre pi&#249; '. E noi rispondiamo: 'Sono arrivato, sono a casa '. Anche soltanto dopo pochi passi, ci rendiamo conto che la nostra mente &#232; pi&#249; solida, pi&#249; libera. Siamo felici, perch&#233; siamo pi&#249; liberi dall'ansia, dall'avidit&#224;, dall'ignoranza. Insistiamo nella pratica di 'qui &#232; bello ', 'ora &#232; meraviglioso ', fino a quando non cominceremo a sentirci stabili e felici.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il paradiso &#232; qui, ora, perch&#233; qui la nostra anima &#232; in pace, non si disperde in tutte le direzioni. Questo &#232; il posto dove posso prendere rifugio, qui il Buddha mi protegge.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;E se perdete la concentrazione e l'attenzione, ma vedete un amico, il vostro maestro che pratica correttamente, sarete aiutati e, a vostra volta, potrete aiutare gli altri.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Durante la meditazione seduta, non dobbiamo fare qualcosa di complicato, stiamo semplicemente seduti, col corpo dritto e rilassato, sentendoci liberi e leggeri. La posizione seduta &#232; una delle pi&#249; belle che il corpo umano possa assumere. Possiamo rimanere cos&#236; per venti minuti, rimanendo eretti, ma rilassando ogni muscolo del corpo. Inspirando, dico al Buddha, al mio Maestro, ai miei genitori: 'Sono arrivato, sono a casa '. &#200; importante ricordarsi di sorridere. Ogni volta sono nella terra del Buddha. A ogni respiro sono pi&#249; libero, pi&#249; stabile e posso dire: 'Mamma, respira con me. Ora siamo a casa. Siamo arrivati '.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;A volte chiamo il Buddha: 'Buddha, vieni a respirare con me '. Respirare con il Buddha ci fa sentire felici, perch&#233; &#232; molto facile respirare con lui.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
All'inizio possiamo scegliere le persone che ci infondono vitalit&#224; e piacevolezza, meditare con loro ci rende felici, possiamo sorridere. A volte possiamo scegliere le persone con cui abbiamo un rapporto difficile. Ci accorgeremo che respirare con loro ci permette di vedere la loro sofferenza e questo fa sparire la rabbia e la tristezza. Provate a praticare cos&#236; e potrete verificarlo. Io non ho pi&#249; nemici e perci&#242; mi sento libero e in pace.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Tratto da un discorso di Thich Nhat Hanh del ritiro estivo del 1996&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Quando amate qualcuno, dovete essere veramente presenti per l'altro. Ho conosciuto un bambino di dieci anni al quale il padre aveva chiesto cosa desiderasse per il suo compleanno. Il bambino non seppe rispondere: il padre era ricco e avrebbe potuto permettersi di comprargli qualsiasi cosa. Ma il ragazzino disse soltanto: 'Pap&#224;, voglio te!'. Il padre era sempre troppo occupato e non aveva tempo per la moglie e i figli. Per dimostrare vero amore, dobbiamo renderci disponibili. Se quel padre imparasse a respirare consapevolmente e a essere presente per suo figlio, potrebbe dire: 'Figlio mio, sono veramente qui per te'.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il dono pi&#249; grande che possiamo fare agli altri &#232; la nostra vera presenza. Sono qui per te &#232; un mantra da pronunciare in perfetta concentrazione. Se siete concentrati, corpo e mente uniti, si riveler&#224; una vera presenza e qualsiasi cosa diciate diverr&#224; un mantra. Non &#232; necessario usare mantra sanscriti o tibetani, potete usare la vostra lingua: 'Caro, sono qui per te'. E se sarete davvero presenti, il mantra compier&#224; un miracolo. Voi, l'altra persona, la vita stessa diventeranno reali in quel momento. In questo modo, porterete felicit&#224; a voi stessi e all'altro.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;So che ci sei e sono molto felice &#232; il secondo mantra. Quando guardo la luna, respiro profondamente e dico: 'Luna piena, so che ci sei e sono molto felice'. Faccio lo stesso con la stella del mattino. La scorsa primavera ero in Corea e camminavo consapevolmente tra le magnolie. Guardai un fiore di magnolia e dissi: 'So che ci sei e sono molto felice'. Essere l&#236; davvero e comprendere che anche l'altro &#232; l&#236; &#232; un miracolo. Se, contemplando un tramonto, ci siete davvero, lo riconoscerete e lo apprezzerete profondamente. Guardando il tramonto, mi sento molto felice. Ogniqualvolta siete davvero l&#236;, potete riconoscere e apprezzare la presenza dell'altro: la luna piena, la stella polare, le magnolie e la persona che amate di pi&#249;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Prima di tutto praticate l'inspirazione e l'espirazione profonda, per recuperare voi stessi, poi sedetevi vicino alla persona che amate e, in quello stato di profonda concentrazione, pronunciate il secondo mantra. Sarete felici voi e l'altro insieme. Questi mantra si possono praticare nella vita quotidiana, ma perch&#233; funzionino davvero, dovete praticare la consapevolezza del respiro, la meditazione seduta e camminata, di modo da rendere la vostra presenza una vera presenza.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il terzo mantra &#232;: Caro, so che soffri. Ecco perch&#233; sono qui per te. Se siete consapevoli, noterete che la persona che amate soffre. Se, quando soffriamo, la persona che ci ama non se ne rende conto, soffriamo di pi&#249;. &#200; sufficiente praticare il respiro profondo e sedersi vicino, dicendo: 'Caro, so che soffri. Ecco perch&#233; sono qui per te.' e la sola presenza allevier&#224; molta della sua sofferenza. Siete in grado di farlo qualsiasi sia la vostra et&#224;, anche se siete dei bambini.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il quarto mantra &#232; il pi&#249; difficile. Si deve praticare quando siete voi a soffrire e credete che la persona che amate sia la causa della vostra sofferenza. Il mantra &#232;: Caro, soffro. Per favore, aiutami. Sono solo cinque parole, ma sono molte le persone che non sono in grado di pronunciarle a causa del loro orgoglio. Se qualcun altro avesse fatto o detto quella cosa, non soffrireste cos&#236; tanto. Ma proprio perch&#233; &#232; stata la persona che amate, vi sentite profondamente feriti. Vorreste solo andare a piangere nella vostra stanza. Ma se l'amate veramente, quando soffrite tanto, dovete chiedere il suo aiuto, dovete vincere l'orgoglio.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;In Vietnam c'&#232; la storia famosissima di un marito che dovette andare in guerra, lasciando la moglie che era incinta. Tre anni dopo, fu congedato e pot&#233; tornare a casa. La moglie and&#242; ad accoglierlo all'ingresso del villaggio, portandosi il figlioletto. Quando marito e moglie si videro, non riuscirono a trattenere le lacrime. Si sentirono grati verso gli antenati che li avevano protetti, perci&#242; il giovane chiese alla moglie di andare al mercato a comprare frutta, fiori e altre offerte da porre sull'altare degli antenati.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Mentre lei era a fare spesa, il giovane chiese al bambino di chiamarlo pap&#224;, ma il figlio rifiut&#242;: 'Signore, voi non siete il mio pap&#224;. Il mio pap&#224; veniva ogni sera e la mamma parlava con lui e piangeva. Quando la mamma si sedeva, anche pap&#224; si sedeva. Quando la mamma si coricava, anche pap&#224; si coricava'. Nell'udire queste parole, il cuore del giovane si fece di pietra.
Quando la donna torn&#242;, egli non riusciva nemmeno a guardarla. Offr&#236; i frutti, i fiori e l'incenso agli antenati, fece le prosternazioni e, poi riavvolse il materassino, senza permettere alla moglie di compiere gli stessi riti, poich&#233; non la considerava degna di presentarsi davanti agli antenati. Ella non comprese il perch&#233; di quel modo di agire. Nei giorni successivi, il marito non rimaneva a casa, andava a bere e non tornava che a notte fonda. Alla fine, dopo tre giorni di quella vita, ella non riusc&#236; pi&#249; a sopportare la situazione e si butt&#242; nel fiume, annegando.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La sera stessa del funerale, quando il padre accese la lampada a kerosene, il bambino esclam&#242;: 'Ecco il mio pap&#224;!' e indicava l'ombra che il padre proiettava sul muro. 'Cos&#236; veniva pap&#224; ogni sera e la mamma parlava e piangeva con lui. Quando la mamma si sedeva, anche lui si sedeva. Quando la mamma si coricava, anche lui si coricava'. 'Caro, da quanto tempo sei lontano. Come far&#242; a crescere tutta sola il nostro bambino?' diceva piangendo alla sua ombra. E una sera che il bambino le chiese chi e dove fosse suo padre, ella indic&#242; la sua ombra sul muro e disse: 'Ecco tuo padre'. Sentiva cos&#236; tanto la sua mancanza!
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;D'improvviso il giovane padre comprese, ma era troppo tardi. Se appena il giorno prima fosse riuscito ad andare dalla moglie a dirle: 'Cara, soffro tanto. Nostro figlio parla di un uomo che veniva ogni sera, con cui parlavi e piangevi, che si sedeva quando tu ti sedevi. Chi &#232;?' la donna avrebbe avuto la possibilit&#224; di chiarire la situazione. Ma non l'aveva fatto, per orgoglio. Lo stesso era stato per la donna. Anche lei si era sentita ferita profondamente dal comportamento del marito, ma non aveva chiesto il suo aiuto. Avrebbe dovuto praticare il quarto mantra: 'Caro, soffro tanto. Per piacere, aiutami. Non capisco perch&#233; non mi guardi e non parli con me. Perch&#233; non mi permetti di prosternarmi agli antenati? Ho fatto qualcosa di male?'. Se lo avesse fatto, il marito le avrebbe riportato le parole del bambino. Ma anch'ella, prigioniera del suo orgoglio, non chiese nulla.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Nel vero amore, non c'&#232; posto per l'orgoglio. Non cadete nella stessa trappola. Quando vi sentite feriti dalla persona che amate, quando soffrite per causa sua, ricordate questa storia. Non agite come la madre e il padre del bambino. Non fatevi bloccare dall'orgoglio, praticate il quarto mantra: 'Caro, soffro. Per piacere, aiutami'. Se realmente pensate che l'altro sia la persona che pi&#249; amate nella vita, dovete farlo. Quando l'altro udr&#224; le vostre parole, torner&#224; a se stesso e praticher&#224; lo sguardo profondo. Insieme potrete risolvere la questione, riconciliarvi e dissolvere quella percezione.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt;per un'ulteriore approfondimento visita il sito &lt;a href=&quot;http://www.esserepace.org/&quot; target=_blank&gt;http://www.esserepace.org&lt;/a&gt;
&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://xoomer.virgilio.it:80/karuna/tnh-mamma%20respira%20con%20me.htm&quot; target=_blank&gt;xoomer.virgilio.it&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Il buddhismo shingon</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article17214</link>
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		<dc:date>2013-05-10T15:50:59Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>


		<dc:subject>Buddhismo shingon</dc:subject>
		<dc:subject>Kobo Daishi Kukai</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Nel periodo di Nara (710-784) il buddhismo giapponese sperimenta un tempo di crisi. Come reazione a questa crisi emergono due &#8220;sistemi&#8221; (chiamati in genere dagli studiosi, senza intenti peggiorativi, &#8220;sette&#8221;), tendai e shingon.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt;Bouddhisme&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?mot8501" rel="tag"&gt;Buddhismo shingon&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?mot8502" rel="tag"&gt;Kobo Daishi Kukai&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton17214-8af07.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;Nel periodo di Nara (710-784) il buddhismo giapponese sperimenta un tempo di crisi. Come reazione a questa crisi emergono due &#8220;sistemi&#8221; (chiamati in genere dagli studiosi, senza intenti peggiorativi, &#8220;sette&#8221;), tendai e shingon. Se il &#8220;sistema&#8221; tendai comprende un esoterismo, lo shingon &#232; - nella sua natura e nella sua essenza - esoterico. &#8220;Shingon&#8221; &#232; la traslitterazione giapponese dell'espressione cinese &#8220;chen-yen&#8221;, un sistema di buddhismo tantrico con cui il monaco giapponese Kobo Daishi o Kukai (774-835) entra in contatto durante un viaggio in Cina compiuto fra gli anni 804 e 806. A sua volta, &#8220;chen-yen&#8221; &#232; traduzione cinese della nota espressione sanscrita mantra (&#8220;parola vera&#8221; o &#8220;parola di verit&#224;&#8221;), la quale allude al fatto che la verit&#224; ultima &#232; contenuta, o almeno pu&#242; essere catturata, da un suono.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_21724 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L400xH329/kobo-daishi-frontview-off-1-2-d6cf5.gif' width='400' height='329' alt=&quot;&quot; style='height:329px;width:400px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Lo shingon distingue fra mikkyo (insegnamento esoterico) e kengyo (insegnamento exoterico, fondato sulle scritture). Secondo Kukai, l'insegnamento kengyo si riferisce a quanto &#232; stato trasmesso dal Buddha storico, mentre l'insegnamento esoterico mikkyo deriva direttamente dal Buddha Mahavairocana, il &#8220;Buddha cosmico&#8221; che &#232; la personificazione della verit&#224;. Bench&#233; lo shingon si interessi a un gran numero di scritture preesistenti alla sua fondazione, due sutra di carattere tantrico composti in India fra il VII e l'VIII secolo hanno particolarmente attirato la sua attenzione: il Mahavairocana Sutra e il Tattvasamgraha Sutra. Secondo una tradizione - la cui storicit&#224; &#232; messa in dubbio dagli studiosi contemporanei - la prima scrittura viene dall'India del Nord, la seconda dall'India del Sud; i loro rispettivi principali traduttori cinesi, Subhakarasimha (637-735) e Vajrabodhi (671-741) si sarebbero incontrati per mettere insieme i rispettivi insegnamenti. Dal punto di vista storico, l'emergere di Kukai e dello shingon deve essere comunque letto nel contesto della decadenza di un buddhismo che offriva come prospettiva l'illuminazione solo al termine di un lunghissimo processo di numerose reincarnazioni.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_21723 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L400xH300/shingon_altar-2-b1a79.gif' width='400' height='300' alt=&quot;&quot; style='height:300px;width:400px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;In una prospettiva tantrica, lo shingon presenta invece l'illuminazione come qualcosa che pu&#242; essere ottenuto da chiunque e in questa vita. Sulla base della dottrina dei tre corpi del Buddha, lo shingon afferma che la natura del Buddha Mahavairocana &#232; presente in ogni uomo come &#8220;seme&#8221; dell'illuminazione (bodhicitta). Un'altra espressione centrale nel buddhismo shingon &#232; tathagata, sulla cui traduzione ed etimologia gli studiosi contemporanei sono sovente in disaccordo. Sulla base di una radice tathata, che indica l'&#8220;esserci&#8221;, il fluire della realt&#224; ultima che non &#232; n&#233; &#8220;questo&#8221; n&#233; &#8220;quello&#8221; ma &#232; insieme vuoto e manifestazione (acqua e onda), tathagata pu&#242; essere reso come &#8220;essere andato&#8221; (nel mondo dell'illuminazione) o &#8220;essere venuto&#8221; (nel mondo della realt&#224; empirica, per portarvi i benefici dell'illuminazione), e in questo senso &#232; un epiteto del Buddha.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_21722 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L400xH289/shingon_monk_koya-2-5dfa1.gif' width='400' height='289' alt=&quot;&quot; style='height:289px;width:400px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Nello stato di consapevolezza tathagata si fondono il cosmo conosciuto e la mente che lo conosce (che non sono veramente distinti). Lo shingon parla di sei elementi: i primi cinque (terra, acqua, fuoco, vento e spazio) costituiscono il conosciuto; il sesto (la consapevolezza) il conoscente. Due mandala - di origine cinese - sono particolarmente importanti nella tradizione shingon. Il primo, il garbhakosadhatu (o &#8220;matrice&#8221;) rappresenta il mondo conosciuto, o il contenuto del Mahavairocana Sutra, e consta di dodici riquadri. Il secondo, il mandala vajradhatu, si riferisce al conoscente (vajra, &#8220;cercatore della verit&#224;&#8221;) ed &#232; a sua volta distinto in nove riquadri che rappresentano i livelli della consapevolezza. La pratica dello shingon &#232; divisa in due cammini: l'adhisthana, o realizzazione del mondo conosciuto, e la via del bodhisattva, nella quale i frutti della realizzazione si manifestano nella vita quotidiana. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;La parola adhisthana ha un significato esoterico, e si riferisce all'acquisizione di poteri eccezionali. In genere, fa riferimento ai &#8220;tre misteri&#8221; (sanmitsu) necessari per l'illuminazione del corpo, della parola e della mente: i mudra (una serie di posizioni), i mantra e la meditazione yoga. Attraverso questi strumenti il praticante si identifica completamente con il corpo, la parola e la mente del Buddha Mahavairocana. Questa identificazione &#232; dimostrata dall'ingresso nella via del bodhisattva: nella vita individuale fioriscono la carit&#224;, la moralit&#224;, la pazienza, l'alacrit&#224;, e la capacit&#224; di meditare.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_21721 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L300xH402/shingon-2-0ebff.gif' width='300' height='402' alt=&quot;&quot; style='height:402px;width:300px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Come studiosi recenti hanno mostrato, in questo quadro di origine cinese Kukai e la scuola shingon integrano una serie di elementi tipicamente giapponesi o derivati dalla pi&#249; ampia tradizione del buddhismo mahayana. Dopo la morte di Kukai (835) il successo dell'esoterismo tendai relega lo shingon in una posizione secondaria. Kukai, peraltro, continua a essere venerato come uno dei grandi maestri del buddhismo giapponese e del buddhismo esoterico in genere. La tradizione shingon - tra alti e bassi - continua fino al XX secolo, quando conosce un vero e proprio risveglio con una serie di movimenti che si diffondono anche in Occidente. Diversi dei movimenti che si possono chiamare neo-shingon sono presenti negli Stati Uniti; uno solo fra i maggiori, Shinnyo-en, anche in Italia.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt; &lt;i&gt;Fonte : &lt;a href=&quot;http://www.cesnur.org/&quot; target=_blank&gt;www.cesnur.org&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Vivere felici allenando il cervello al benessere psicofisico</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article22127</link>
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		<dc:date>2013-05-07T15:27:08Z</dc:date>
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		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Migliorare la qualit&#224; della propria vita allenando il cervello: sembra una battuta, ma &#232; il presupposto di base della &#8220;Neuroscienza Affettiva&#8221;, disciplina indagata dallo scienziato americano Richard Davidson.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique19" rel="directory"&gt;Soci&#233;t&#233;&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton22127-97501.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_28062 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:300px;' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L300xH200/benessere-335ea.jpg' width='300' height='200' alt=&quot;&quot; style='height:200px;width:300px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Migliorare la qualit&#224; della propria vita allenando il cervello:&lt;/strong&gt; sembra una battuta, ma &#232; il presupposto di base della &#8220;Neuroscienza Affettiva&#8221;, disciplina indagata dallo scienziato americano Richard Davidson.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Gi&#224; nel 2007, Richard J Davidson, ricercatore di Neuroscienze Affettive presso l'Universit&#224; di Wisconsin, parlava di &#8220;plasticit&#224; della mente&#8221; e di &#8220;potenziale malleabilit&#224;&#8221; del cervello umano: ipotesi elaborate a partire dallo studio dell'attivit&#224; cerebrale di Matthieu Ricard &#8211; monaco buddhista definito all'unanimit&#224; &lt;strong&gt;&#8220;l'uomo pi&#249; felice del mondo&#8221;&lt;/strong&gt;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;A sei anni di distanza, il dottor Davidson torna a parlare di plasticit&#224; del cervello codificando gli elementi di base di una vera e propria &lt;strong&gt;ginnastica della mente&lt;/strong&gt;. In base agli studi di Richard Davidson, il cervello umano si configura come un organo dotato di innata elasticit&#224; e recettivit&#224; rispetto agli impulsi che gli vengono trasmessi.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La Neuroscienza Affettiva, scienza &#8220;ibrida&#8221; di recente sperimentazione, si propone come disciplina emotiva basata su una serie di esercizi che hanno lo scopo di allenare il cervello ad elaborare modelli e reazioni comportamentali orientati ad &lt;strong&gt;incrementare il benessere psicofisico&lt;/strong&gt;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Niente di ostico, beninteso, nulla che abbia a che fare con tecniche da laboratorio: i consigli codificati dal dottor Davidson e raccolti nel libro &#8220;The emotional life of your Brain&#8221;, bench&#233; elaborati con metodi rigorosamente scientifici, sembrano disarmantemente &lt;strong&gt;semplici e facili da seguire&lt;/strong&gt;. Qualcosa, a conti fatti, che ricorda le classiche &#8220;ricette della nonn&#8221; o precetti di semplice buon senso.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Ecco qualche esempio pratico:&lt;/strong&gt; desideri potenziare l'ottimismo e la serenit&#224; rendendoli atteggiamenti naturali? Tieni un diario dei momenti felici e decora la tua casa con foto che rimandino alle vacanze e a momenti sereni.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Vuoi aumentare la fiducia in te stesso e negli altri? Ringrazia gli interlocutori guardandoli negli occhi e non essere parco di complimenti.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Sei soggetto a reazioni impulsive e soffri di frequenti stati d'ansia? Compila un elenco delle situazioni che ti generano angoscia e pensa ad ognuna di esse inspirando ed espirando profondamente.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Vuoi aumentare il tuo livello di attenzione? Concentrati su un oggetto osservandolo attentamente per 10 minuti ed evitando qualsiasi tipo di distrazione. Alla base di ogni consiglio, per&#242;, si presuppone una capacit&#224; di concentrazione che rende obbligatoria la familiarit&#224; con discipline come yoga e meditazione.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Fonte : &lt;a href=&quot;http://www.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2013/01/03/vivere-felici-allenando-il-cervello-al-benessere-psicofisico/&quot; target=_blank&gt;www.buonenotizie.it&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Meditazione e Benessere</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article19033</link>
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		<dc:date>2013-05-03T14:50:10Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Nel buddismo la meditazione &#232; una prassi quotidiana che si fa stando seduti ed assumendo un atteggiamento di attenzione di silenzioso ascolto a tutto ci&#242; che accade intorno e dentro di s&#233;.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique19" rel="directory"&gt;Soci&#233;t&#233;&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton19033-a4e69.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nel buddismo la meditazione &#232; una prassi quotidiana che si fa stando seduti ed assumendo un atteggiamento di attenzione di silenzioso ascolto a tutto ci&#242; che accade intorno e dentro di s&#233;. Ci sono molti sistemi e metodi differenti per meditare: per esempio una forma di meditazione molto nota, chiamata dhyana, ha lo scopo di entrare in relazione con la realt&#224;, di essere completamente presenti nel qui e ora; un'altra forma di meditazione nota a tutte le differenti scuole del buddismo &#232; la meditazione di satipatthana, comunemente chiamata 'meditazione di consapevolezza', che permette di entrare in contatto con zone anche molto complesse della propria mente e di avviare un processo di scoperta di s&#233; stessi; e molte atre ancora sono le tecniche di meditazione.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Lo scopo principale della meditazione, comunque, &#232; quello di raggiungere uno stato mentale di tranquillit&#224;, in cui ci si &#232; liberati da tutti gli stati negativi che possono affliggere la vita quotidiana delle persone. Negli ultimi cinquanta anni la meditazione ha avuto un grande successo nel mondo occidentale. Il modo frenetico e indaffarato di vivere degli occidentali ha portato alla scoperta di questa antica tecnica orientale per liberarsi di tutta l'agitazione, l'ansia, l'aggressivit&#224; e di tentare di raggiungere uno stato di quiete interiore. Anche gli psicologi occidentali, oggi, riconoscono il valore di questo metodo di rilassamento, tanto da introdurlo all'interno delle diverse metodologie psicoterapeutiche.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Inoltre, sono state avviate molte ricerche sull'argomento da diversi studiosi, interessati a verificare gli effettivi benefici, sia fisici che psichici della pratica meditativa. Alcuni neurochirurghi americani, ad esempio, hanno studiato per dieci anni gli effetti terapeutici della meditazione ed hanno riscontrato come la tecnica meditativa rafforzi le difese immunitarie contro l'influenza, l'asma, la colite spastica ed il cancro.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_24074 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L250xH310/Meditation-at-sunset-1c67c.jpg' width='250' height='310' alt=&quot;&quot; style='height:310px;width:250px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;In un convegno tenutosi nel 2002 al Massachussets Institute of Technology di Boston, alcuni scienziati hanno presentato i risultati di alcune ricerche sugli effetti della meditazione sul sistema nervoso centrale, evidenziando che la meditazione, se praticata regolarmente, modera l'attivit&#224; della parte destra del cervello (la parte cio&#232; che regola il funzionamento della vita emotiva di una persona) riducendo ansia, depressione e collera.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Un altro studioso, il Dottror Herbert Benson, ha studiato il problema per 35 anni ed ha scoperto che la pratica meditativa conduce alla produzione di ossido di azoto, un neurotrasmettitore che interrompe l'attivit&#224; dell'adrenalina (l'ormone responsabile della regolazione di molte funzioni vegetative dell'organismo umano, come per esempio l'accelerazione del battito cardiaco ecc.) Questo studioso dimostra che la pratica quotidiana della meditazione comporta, nel lungo periodo, dei cambiamenti biofisici destinati a migliorare le condizioni fisiche e psichiche della persona che medita, per esempio una riduzione dei livelli di stress.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Questi ed altri numerosi studi sulla meditazione rilevano non solo l'interesse da parte del mondo scientifico occidentale per questa antica pratica orientale, ma testimoniano soprattutto gli effetti curativi e benefici di tale tecnica.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La meditazione si &#232; dimostrata un modo semplice e valido di migliorare la qualit&#224; della vita. Uno dei principali vantaggi della meditazione &#232; quello di essere alla portata di tutti e di poter essere praticata in ogni luogo, purch&#233; sia tranquillo. Nella pratica meditativa ci&#242; che conta di pi&#249; &#232; l'atteggiamento mentale: &#232; molto importante infatti, porsi in una situazione di accettazione verso tutto quello che accade intorno a s&#233; e dentro di s&#233;. Ogni intenzione di modificare o manipolare uno stato mentale provocher&#224; un aumento di tensione.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Per esempio molti pensano che lo scopo della meditazione sia di smettere di pensare e nel momento stesso in cui ci&#242; non accade si sentono frustrati e arrabbiati. Al contrario, la meditazione permette di imparare ad accettare ed ascoltare tutto ci&#242; che accade, a cominciare dalla mente stessa: cos&#236; si possono riconoscere tutti i pensieri, tutti i sentimenti, positivi o negativi che siano. Questo consente il riconoscimento di quegli stati negativi, come l'odio, la rabbia ecc. che di solito vengono rinnegati perch&#233; producono sofferenza, per sviluppare un'apertura ed una maggiore flessibilit&#224; verso il proprio mondo interiore.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La posizione pi&#249; idonea da assumere durante l'attivit&#224; meditativa &#232; quella da seduti, non importa come: su una sedia o seduti con le gambe incrociate. L'importante &#232; avere la schiena ben dritta, per essere pi&#249; bilanciati possibile ed avere una sensazione di stabilit&#224;. Durante l'attivit&#224; meditativa un'attenzione particolare &#232; focalizzata sul respiro, in modo molto rilassato osservando e sentendo l'aria che entra e quella che esce.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;In questo modo si favorisce uno stato in cui ci si limita a riconoscere tutto ci&#242; che accade, senza cercare di razionalizzarlo, giudicarlo, analizzarlo e via dicendo. Si procede cos&#236; verso un addestramento a sganciarsi dai pensieri che non permettono di essere pienamente presenti nel qui e ora e di vivere il presente nella sua pienezza
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_24075 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L400xH286/meditation-orange-61ab2.jpg' width='400' height='286' alt=&quot;&quot; style='height:286px;width:400px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Si apprende, pian piano, che evitare di essere prigionieri dei pensieri non &#232; poi cos&#236; difficile ed impossibile. Cos&#236;, mano a mano, diminuisce la tendenza a lasciarsi distrarre, quindi diminuisce anche la quantit&#224; di pensieri e delle emozioni che turbinano nella mente.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;In questo modo si comincia a trovare pi&#249; tranquillit&#224; ed avere una maggiore chiarezza e, soprattutto si acquisisce una maggiore capacit&#224; a non deviare dal presente, a rimanere insieme a s&#233; stessi e a tutto ci&#242; che accade. La meditazione procede per gradi e richiede diverse fasi, fino a raggiungere uno stato di armonia e di abbandono delle illusioni, riguardo s&#233; stessi e il mondo, per comprendere la la vera natura della mente. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;Naturalmente &#232; importante una pratica quotidiana e regolare, iniziando con periodi brevi di meditazione, per poi aumentare gradualmente il tempo da dedicare a questa tecnica.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt;Di Patrizia Nobili&lt;/i&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt;Fonte : &lt;a href=&quot;http://www.psicolinea.it/&quot; target=_blank&gt;www.psicolinea.it&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Sesshin zen - Ritiri de meditazione</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article17871</link>
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		<dc:date>2013-05-02T14:55:57Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>


		<dc:subject>meditazione</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;La ko-sesshin (ko =piccola, setsu =raccoglimento,shin = mente-cuore), trae origine dai ritiri che il Buddha e i suoi discepoli facevano,risiedendo nei Vihara, durante la stagione delle piogge, luoghi antesignani dei monasteri.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt;Bouddhisme&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?mot5766" rel="tag"&gt;meditazione&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton17871-91da1.gif&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_22516 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L400xH300/meditation_1-5-73b7d.gif' width='400' height='300' alt=&quot;&quot; style='height:300px;width:400px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La ko-sesshin (ko =piccola, setsu =raccoglimento,shin = mente-cuore), trae origine dai ritiri che il Buddha e i suoi discepoli facevano,risiedendo nei Vihara, durante la stagione delle piogge, luoghi antesignani dei monasteri. L'uso di effettuare periodi di raccoglimento e di pratica intensiva &#232; rimasto in tutte le scuole tradizionali buddhiste, pur se con modalit&#224; differenti; questa pratica per quanto riguarda lo Zen, ci proviene dall' India e dalla Cina e nei monasteri Giapponesi e in alcuni pi&#249; tradizionali in occidente &#232; ancora molto in uso, periodi di sesshin lunghi diversi mesi (angosesshin), riproducono l'uso del Sangha antico di ritirarsi durante le piogge. Periodi pi&#249; brevi, di pochi giorni o di una settimana sono frequenti e tipici della tradizione Zen, spesso si svolgono in relazione ad eventi commemorativi di fatti importanti della nostra scuola, di preminente importanza &#232; la sesshin di una settimana che si svolge dal 1 all'8 dicembre e che commemora l'Illuminazione del Buddha Shakyamuni. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando arrivate sino qui e iniziate la sesshin zen, vi do il benvenuto.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Non &#232; un benvenuto solo convenzionale; durante la sesshin tutti i pensieri discriminanti come piccolo o corto, bene o male, piacevole o spiacevole vengono immersi nella stessa acqua dello spirito che ogni cosa bagna.
Astuti, ingenui, abili o meno, maschi o femmine, tutti senza alcuna discriminazione di colore, fede politica o religiosa, siedono pacificamente dentro loro stessi.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Non &#232; un isolarsi dentro le proprie personalit&#224; e rafforzare quindi i propri punti di vista, ma &#232; lo sradicarsi delle nostre false sicurezze, delle falsit&#224; che increspano la nostra vita e ne impediscono una vera realizzazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siate naturali con voi stessi e con gli altri compagni di pratica, non confondetevi dietro le forme, i riti, le cerimonie e la regola stessa; vivete tutto con naturalezza e non lasciatevi ingannare dagli altri e soprattutto da voi stessi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il senso di rigetto per quello che vi turba, o per quello che vi appare strano, &#232; una difesa consolidata dal vostro vecchio ego e non vi lascia lo spazio per la scoperta del nuovo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando siamo in difficolt&#224;, qualsiasi difficolt&#224;, cerchiamo di proteggerci con qualsiasi cosa, sia questo un sentimento o un semplice pensiero. Lasciate spazio alla difficolt&#224;, lasciate spazio anche al dolore che forse provate alle ginocchia, vista la posizione seduta.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Lasciare spazio significa comprendere. Occorre comprendere la nostra paura, la nostra sete. Comprendere &#232; come lasciare spazio, lasciare aperto.
Solitamente, quando siamo messi in discussione tendiamo a chiudere, chiudere il pensiero, barricandoci dietro le solite opinioni, ideologie, credenze di ogni giorno. Ma considerate che sono proprio queste cose a contaminarvi e non lasciarvi volare liberi verso il nuovo.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Forse siete persone stupende o forse no, forse siete persone ambiziose o forse no, scopritelo da voi stessi chi siete. Senza lasciarvi ingannare dal giudizio degli altri che finiranno prima o poi per condizionarvi la vita, continuate a praticare la meditazione zen e raccogliere l'energia in voi stessi, senza dubitare, senza esitare.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Come la goccia che cade incessantemente sulla dura roccia, ne scava un solco profondo, allo stesso modo occorre essere concentrati sullo spirito, sulla Via, sino ad oltrepassare quel mondo condizionato che ci spinge ora ad esaltarci, ora a deluderci.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;L'accostarci a noi stessi &#232; come lo sfogliare una cipolla: se ne toglie strati su strati, sino alla fine.
&lt;br&gt;La Via del Buddha non &#232; aderire ad una verit&#224; che qualcuno ci ha svelato, n&#233; credere a quello che &#232; riportato sui testi, siano essi ritenuti sacri o meno. La Via del Buddha &#232; sperimentare che ogni cosa &#232; una sola cosa, nelle infinite diversit&#224;, nelle infinite sfaccettature che spesso si contrappongono e ci appaiono opposte. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;E' vivere, o almeno tendere a vivere, una vita indivisa. Ma questo non &#232; possibile solo attraverso l'uso del pensiero; occorre farne una esperienza corporea vera, occorre cimentarsi con tutto se stessi dentro l'esistenza umana.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;span class='spip_document_22515 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L400xH299/mbsr_1-2-0f477.gif' width='400' height='299' alt=&quot;&quot; style='height:299px;width:400px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Come un diamante dagli infiniti aspetti e sfaccettature, l'essere umano &#232; fatto di sentimenti, emozioni, paure, insicurezze, certezze; di volta in volta, ne scegliamo alcune con cui rivestiamo il nostro corpo e ce ne andiamo in giro sino alla fine dei nostri giorni. Spezzate tutto questo in modo naturale.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Nel judo si dice che cadiamo per imparare a rialzarci; &#232; vero, ma non dobbiamo essere troppo fieri di noi stessi n&#233; troppo orgogliosi perch&#233; comunque, alla fine, siamo chiamati a trascendere sia la posizione eretta che quella sdraiata.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Quando un essere non &#232; felice dentro di s&#233;, trasporta con s&#233; la tristezza e ne disperde via via i semi, che altri raccolgono.
&lt;br&gt;La felicit&#224; &#232; come il calore del sole, ne puoi gustare gli effetti quando c'&#232;, e quando passa realizzi che non ti apparteneva.
&lt;br&gt;Praticare la Via del Buddha significa non rattristarsi quando il sole va via e rallegrarsi sempre quando riappare.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Come un bambino che non conosce la paura, si stupisce e sobbalza quando qualcosa lo spaventa, per subito dopo gioire della smorfia di un pagliaccio. Senza pregiudizio, senza rancore &#232; l'orma che dobbiamo seguire.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt; Fonte : &lt;a href=&quot;http://www.komyoji.eu/&quot; target=_blank&gt;www.komyoji.eu&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Come si diventa buddisti</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article18948</link>
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		<dc:date>2013-04-26T15:15:03Z</dc:date>
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		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Nell'anno in cui cominciai a praticare la meditazione vipassana partecipai, mi pare, a quattro o cinque corsi intensivi di dieci giorni, ragion per cui dovetti chiedere molti giorni di ferie.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt;Bouddhisme&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton18948-59f89.gif&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nell'anno in cui cominciai a praticare la meditazione vipassana partecipai, mi pare, a quattro o cinque corsi intensivi di dieci giorni, ragion per cui dovetti chiedere molti giorni di ferie. Sebbene non ne parlassi coi colleghi, la cosa non pass&#242; inosservata e il motivo per cui sparivo si riseppe. Una volta, al mio rientro al giornale dopo un corso, un collega mi chiese a bruciapelo: &#171;Ma tu sei diventato buddista?&#187;. Stavo per rispondergli che no, che cosa ti viene in mente, quando mi bloccai e, dopo aver riflettuto un istante risposi: &#171;Forse s&#236;&#187;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_23949 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L300xH300/buddismus-2-8cc2a.gif' width='300' height='300' alt=&quot;&quot; style='height:300px;width:300px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Riferisco quest'aneddoto personale perch&#233; mi pare esemplificativo del fatto che si pu&#242; praticare la meditazione senza senza dover abbandonare la religione d'appartenenza. Nessuno dei miei maestri di meditazione pretese mai prima o dopo alcuna professione di fede. Bisogna per&#242; avvertire che, se si applica il metodo, &#232; possibile cominciare a vedere le cose da altri punti di vista, e ci&#242; pu&#242; comportare un distacco da molte convinzioni cui si pu&#242; essere aggrappati. Non parlo solo delle convinzioni religiose, che sono tutto sommato marginali nella pratica, ma anche e soprattutto quelle su noi stessi, sugli altri, sui rapporti, sulla vita, sul mondo. In quel periodo, nei discorsi con gli amici, descrivevo il corso di vipassana nella tradizione di Sayagyi U Ba Khin &#171;I dieci giorni che sconvolgono il mondo&#187;, parafrasando il titolo del film di Sergej Bondarcuk che era uscito proprio allora.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Dal punto di vista filosofico il buddismo sembra inconciliabile con una fede monoteistica. Ma in pratica un cristiano, un ebreo o un musulmano possono praticare la meditazione vipassana perch&#233; la pratica non confligge con la fede. Gli strumenti con cui si lavora sono il respiro e le sensazioni del corpo e ci&#242; non comporta assolutamente l'adozione di un altro credo religioso n&#233; l'abiura di alcun articolo di fede.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Come forse ho gi&#224; riferito in passato, anch'io ho insegnato la meditazione di consapevolezza a molte persone senza mai menzionare Buddha o il Buddismo. Erano, in maggioranza, malati che venivano a Milano per sottoporsi a cure specialistiche non disponibili nel loro luogo d'origine, oppure parenti che li accompagnavano. Gravitavano, per lo pi&#249; attorno all'Istituto dei Tumori di Milano. Tra loro c'erano persone appartenenti a ogni fede e credo religioso: cattolici, ebrei, protestanti, ortodossi, ma anche musulmani provenienti dall'Egitto o dal Vicino Oriente, induisti, buddisti e moltissimi atei. Bene, per sei anni tenni due sedute settimanali di due ore insegnando la pratica della consapevolezza a queste persone senza che nessuno mai venisse nemmeno sfiorato dall'idea che stesse facendo qualcosa che potesse in qualche modo urtare la sua sensibilt&#224; religiosa. Soltanto da qualche buddista mi sentii dire cose tipo: &#171;Ah, s&#236;. Questo lo insegnano anche al mio Paese&#187;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_23950 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L400xH300/monks-4-328eb.gif' width='400' height='300' alt=&quot;&quot; style='height:300px;width:400px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Da un punto di vista pi&#249; strettamente dottrinario, sappiamo tutti che il Nobile Ottuplice Sentiero &#232; composto di Otto elementi:
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;1) Retta parola;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;2) Retta azione;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;3) Retti mezzi di sostentamento;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;4) Retta consapevolezza;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;5) Retto sforzo
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;6) Retta concentrazione;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;7) Retta convinzione
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;8) Retta aspirazione.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;I primi tre &quot;raggi&quot; compongono il sila, la retta condotta, e per un laico si riducono all'osservanza dei cinque precetti. Gli elementi dal 4 al 6 formano il samadhi. Questi sono comuni a quasi tutti i sistemi religiosi, perci&#242; si possono praticare tranquillamente senza cambiare la propria fede.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_23948 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L250xH304/buddha_padamya21-3-65f44.gif' width='250' height='304' alt=&quot;&quot; style='height:304px;width:250px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Gli ultimi due sono quelli specificamente buddisti e sono indispensabili alla pratica avanzata dell'insight. Anche se la retta convinzione (cio&#232; che tutte le cose siano impermanenti, insoddisfacenti e vuote di consistenza soggettiva) non richiede l'adozione di alcun credo metafisico, tuttavia pu&#242; confliggere con alcuni dogmi come l'immortalit&#224; dell'anima ecc. La retta aspirazione all'estinzione del dolore esistenziale, siccome comporta l'abbandono della sete di sensazioni e quindi della sete di esistenza, pu&#242; confliggere con le credenze sulla santit&#224; della vita, il progetto intelligente ecc.. In pratica, per&#242;, moltissimi cattolici frequentano i corsi di vipassana senza percepire alcun motivo di conflitto palese. Per non parlare degli ebrei, molti dei quali insegnano addirittura la meditazione di consapevolezza o la meditazione zen senza alcun problema di compatibilit&#224; con la loro fede d'origine; vedi Ayya Khema, Bernie Glassman, Sharon Salzberg, Joseph Goldstein, solo per menzionare i primi che mi vengono in mente.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt; &lt;strong&gt;Flavio Pelliconi&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt;Fonte : Tratto da un messaggio di &quot;Risveglio&quot;, gruppo di discussione e condivisione sulla pratica della consapevolezza, in data &quot;Mer 31 Gen 2007&quot;&lt;/i&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.meditare.net/come_si_diventa_buddisti&quot; target=_blank&gt;www.meditare.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>25-28 Aprile : Le Sacre Reliquie del Buddha e la sorella del Dalai lama al Festival dell'Oriente e GreenWorld - Milano</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article22451</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article22451</guid>
		<dc:date>2013-04-19T09:14:12Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Un evento eccezionale al Festival dell'Oriente dal 25 al 28 Aprile: grazie all'Istituto Lama Tsong Khapa di Pomaia (PI), uno dei pi&#249; grandi centri buddhisti in Europa e grazie alla onlus Yershe Norbu &lt;a href=&quot;http://www.adozionitibet.it/&quot; target=_blank&gt;www.adozionitibet.it&lt;/a&gt;, sar&#224; ospitato il tour delle reliquie sacre del Buddha e di molti altri maestri buddhisti.&lt;/p&gt;

-
&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique61" rel="directory"&gt;Ev&#233;nement&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton22451-27cbd.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le Sacre Reliquie del Buddha e la sorella del Dalai Lama&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_28580 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L300xH404/reliquie1-9cf8b.jpg' width='300' height='404' alt=&quot;&quot; style='height:404px;width:300px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Un evento eccezionale al Festival dell'Oriente dal 25 al 28 Aprile: grazie all'Istituto Lama Tsong Khapa di Pomaia (PI), uno dei pi&#249; grandi centri buddhisti in Europa e grazie alla onlus Yershe Norbu &lt;a href=&quot;http://www.adozionitibet.it/&quot; target=_blank&gt;www.adozionitibet.it&lt;/a&gt;, sar&#224; ospitato il tour delle reliquie sacre del Buddha e di molti altri maestri buddhisti. Il tour ha avuto inizio a Taiwan nel 2001 e sono state esposte in 65 paesi dopo che per anni Lama Zopa Rinpoce ha raccolto varie reliquie di Buddha e di altri maestri buddhisti, alcuni dei quali hanno donato pezzi appartenenti alle proprie collezioni personali, come nel caso dell'attuale Dalai Lama che ha ceduto 8 pezzi appartenuti a Buddha Shakyamuni, quello che noi conosciamo come Siddharta, il Buddha storico. I visitatori possono ricevere la benedizione personale delle relique del Buddha, che vengono gentilmente poste sul loro capo. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_28582 spip_documents spip_documents_right' style='float:right; width:300px;' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L300xH203/r2-2-2b6df.jpg' width='300' height='203' alt=&quot;&quot; style='height:203px;width:300px;' /&gt;&lt;/span&gt;Queste reliquie del Santuario del Cuore di Maitreya, che i visitatori possono ammirare dentro alcune teche trasparenti che circondano una statua dorata a grandezza naturale di Buddha Maitreya, il Buddha della gentilezza amorevole, sono costituite tra le altre cose, da delle perle o cristalli, ritrovate tra le ceneri, dopo la consueta cremazione, di un maestro spirituale quando questi muore. Queste perle, chiamate ringsel dai tibetani, sono deliberatamente prodotte dal defunto ed incarnano le qualit&#224; spirituali di saggezza e compassione del maestro e spesso influenzano lo spirito e la salute dei visitatori che, non di rado, riportano esperienze chi di guarigione chi di ispirazione a sviluppare la propria saggezza e pace interiore.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;In presenza delle relique le persone spesso provano ispirazione e sensazioni di guarigione. Qualcuno sente il bisogno di pregare per la pace nel mondo e per sviluppare la propia saggezza interiore, altri sono sopraffatti dall'emozione, dal momento che il potente effetto delle relique favorisce l'apertura del cuore alla compassione e alla gentilezza amorevole.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Anche se queste reliquie sono buddhiste, il Tour non &#232; &quot;settario&quot;: l'esposizione &#232; aperta a tutti indipendentemente dalla fede e cultura personale e nasce per diffondere la pace nel mondo, ispirando ognuno ad accrescere la bont&#224; del proprio cuore perch&#232; stare alla presenza delle relique aiuta ad entrare in contatto con il propio cuore. I visitatori del Festival possono ricevere una benedizione personale tramite l'apposizione sul capo dello stupa contenente le reliquie di Buddha Shakyamuni, e si &#232; inoltre invitati a fare benedire i propri animali per purificare il karma negativo e riceverne un ulteriore giovamento. Un evento straordinario e imperdibile che fa tappa a Milano, un'occasione unica per entrare in contatto con la spiritualit&#224; ed il fascino di una delle principali religioni d'Oriente.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;span class='spip_document_28581 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:300px;' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L300xH169/r3-2-93106.jpg' width='300' height='169' alt=&quot;&quot; style='height:169px;width:300px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Jetsun Pema, sorella del Dalai Lama al Festival dell'Oriente&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Un evento straordinario al Festival dell Oriente . Jetsun Pema la sorella del Dalai Lama soprannominata &quot;AMA LA&quot; che significa Madre del Tibet come riconoscimento del suo impegno in favore dei bambini Tibetani nei giorni della Festival dell Oriente dal 25 al 28 Aprile visitera l ESPOSIZIONE DELLE SACRE RELIQUE DEL BUDDHA E DEI SUOI GRANDI MAESTRI presso l area del Tibet . Al Festival dell Oriente sara possibile vivere un esperienza straordinaria con la mostra delle sacre relique del Buddha che dopo un tour di 65 citta nel mondo approdano a Milano Novegro . La mostra e un evento a carattere mondiale importantissimo a cui si aggiunge la presenza della sorella del Dalai Lama . E un evento aperto a tutte le fedi per sensibilizzare la pace nel mondo . Un occasione unica per immergersi in una cultura millenaria e vivere un esperieza indimenticabile e forse irripetibile . Vi aspettiamo tutti a braccia aperte.
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://festivaldelloriente.net/?utm_source=buddhamail&amp;utm_medium=peakflower&amp;utm_campaign=mail20130414&amp;utm_content=info@buddhachannel.tv&quot; target=_blank&gt;Vai al sito &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Per ogni eventuale informazione non esitate la segreteria organizzativa ai seguenti recapiti:
&lt;br&gt;Tel. 0585 861311 &#8211; Tel e Fax 0585 240660 &#8211; Cell: 339 3766746
&lt;br&gt;Oppure via E-mail: &lt;a href='mailto:angela@festivaldelloriente.net' class='spip_mail'&gt;angela@festivaldelloriente.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
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		<title>Mantra Healing Tibetano</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article10372</link>
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		<dc:date>2013-04-17T15:26:35Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Buddhachannel Italia</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Il Mantra &#232; una forma di guarigione che risale all'antichit&#224;. I Mantra descritti in seguito provengono delle antiche tradizioni mediche e spirituali Tibetane. Sono mantra profondamente efficaci, semplici da usare ed immediatamente accessibili a tutti, indipendentemente dall'et&#224;, dal sesso, e dal retroterra culturale e spirituale.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt;Bouddhisme&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton10372-6f31b.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_13746 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L500xH137/Tibetan_medicine-4-d135f.jpg' width='500' height='137' alt=&quot;Tibetan_medicine&quot; title=&quot;Tibetan_medicine&quot; style='height:137px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il Mantra &#232; una forma di guarigione che risale all'antichit&#224;. I Mantra descritti in seguito provengono delle antiche tradizioni mediche e spirituali Tibetane. Sono mantra profondamente efficaci, semplici da usare ed immediatamente accessibili a tutti, indipendentemente dall'et&#224;, dal sesso, e dal retroterra culturale e spirituale.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Questo &#232; il sito ufficiale del Mantra Healing Tibetano, come insegnato e trasmesso dal Dr. Nida Chenagtsang. Questi mantra sono stati trasmessi, a loro volta, al Dr. Nida, come parte di una lunga tradizione orale e scritta, proveniente, in gran parte, dal lignaggio dei Ngakpa, dei quali il Dr. Nida &#232; un detentore diretto di lignaggio.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Lo scopo di questo sito &#232; di spiegare in breve l'uso dei Mantra per guarire dalle malattie e per mantenere e migliorare la salute. Per mezzo del sito, chiunque sia interessato, pu&#242; trovare come ricevere questi insegnamenti e come utilizzarli immediatamente per curare se stesso e gli altri.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Tutti i corsi sono presentati dall'Accademia Internazionale della Medicina Tradizionale Tibetana (IATTM) in congiunzione con l'Istituto Ngak-Mang.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Che cosa &#232; il Mantra Healing Tibetano?&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il Mantra Healing tibetano &#232; una potente forma di guarigione, originatasi in tempi antichi, basata sulla teoria filosofica dell'origine interdipendente di tutti i fenomeni. La filosofia dell'origine interdipendente afferma che tutti i fenomeni nell'universo sono intimamente collegati: nessun oggetto, nessuna persona o evento potrebbe esistere isolatamente; ogni azione, pensiero o evento produce un effetto su tutti gli altri fenomeni esistenti. Per mezzo di un'accresciuta consapevolezza dell'origine interdipendente, possiamo diventare co-creatori della nostra propria realt&#224; ed influenzare aspetti importanti della nostra vita, come la nostra salute. Possiamo anche usare questi metodi per curare le manifestazioni di disturbi energetici come le lesioni accidentali e la malattia.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La fisica moderna conferma quello che molte culture antiche conoscevano gi&#224; da tempo: che l'energia e la forma sono intercambiabili, sono semplicemente manifestazioni differenti dei medesimi costituenti universali.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La Medicina Tradizionale Tibetana descrive questi costituenti universali, o potenzialit&#224;, come i Cinque Elementi. La forma pi&#249; sottile di questi cinque elementi, ha una funzione psicofisica che d&#224; energia alle funzioni mentali, emozionali e spirituali del nostro essere, mentre, la loro forma pi&#249; grossolana costituisce la base fisica della nostra esistenza fisica. Per interfacciarsi con queste energie universali sottili, la Medicina Tradizionale Tibetana utilizza le cinque modalit&#224; della percezione sensitiva ed i loro oggetti, vale a dire: forma, suono, tatto, gusto ed odore, come parte del suo approccio terapeutico.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il Mantra Healing si focalizza specificatamente sull'energia del suono come strumento di guarigione. Il Mantra Healing Tibetano utilizza mantra antichi e segreti, riesce a volte a incapsulare l'essenza del suono naturale e ricorre spesso a parole Sanscrite o provenienti da lingue Tibetane antiche.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Che cosa &#232; un Mantra?&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Mantra &#232; l'energia pura ed essenziale del Suono. Il suono nella sua manifestazione pi&#249; essenziale e pura ha potenzialit&#224; infinite. Di conseguenza, recitare un mantra &#232; un modo di collegarsi e di lavorare con delle energie specifiche molto sottili. Il Mantra Healing Tibetano utilizza questa tecnica a scopo curativo.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Mantra &#232; una parola Sanscrita che deriva dall'India antica e significa letteralmente &#8220;Salvare la mente dalla sofferenza e dalla malattia&#8221;. La parola tibetana per Mantra &#232; Ngak (Tib. sNgags) e un praticante di questa forma di guarigione &#232; chiamato Ngakpa.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Succede spesso alle persone che sentono la parola Mantra, di pensare ai buddisti o alla religione Ind&#249; ed associano i Mantra ad una qualche forma di preghiera. In generale questo avviene perch&#233; queste religioni utilizzano l'energia dei Mantra per realizzare un obiettivo spirituale. Tuttavia, esiste un'altra applicazione dei Mantra meno nota: il Mantra Healing, l'uso di Mantra specifici per curare le malattie. Esistono tanti Mantra differenti per trattare un'ampia variet&#224; di problemi fisici e mentali.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Come funziona realmente un Mantra di guarigione?&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;I Mantra producono un effetto di guarigione attraverso la funzione dell'Interdipendenza.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Nella MTT l'obiettivo di guarigione non &#232; mai focalizzato su un unico punto, come avviene nella medicina occidentale. Ogni organo, o punto specifico del corpo, ha associazioni con molti altri punti differenti e correlati. Di conseguenza, la medicina tibetana - invece di focalizzarsi semplicemente su di un unico punto &#8211; pu&#242; mettere a fuoco diversi punti sui quali intervenire: l'area dove si manifesta il problema principale e tutti i punti connessi con gli organi e gli umori interessati, cos&#236; come si occupa di gestire la relazione fra tutti i punti coinvolti.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Nella Medicina tibetana si presuppone che in caso di malattia, sia sempre presente un disturbo nel sottostante livello energetico sottile. Il Mantra Healing utilizza l'energia del suono per rimediare a questo disturbo energetico di fondo, andando a trattare la causa radice della malattia ed i suoi fattori relativi e perpetuanti, anzich&#233; trattarne semplicemente i sintomi.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;A che scopo utilizzare il Mantra Healing?
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Esistono letteralmente centinaia di Mantra di guarigione. Alcuni riguardano problemi specifici come la diarrea, il vomito, la costipazione, gli attacchi virali, l'influenza, le infezioni, i foruncoli, le fratture, il parto e per le emorragie causate da ferite aperte.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Ci sono anche dei Mantra che riguardano condizioni di salute pi&#249; generali, ad esempio per i disordini degli organi pieni come il cuore, i polmoni, il fegato, la milza e i reni; per disordini degli organi cavi come la cistifellea, lo stomaco o il colon o per disordini degli organi di senso come la vista, l'udito o per lenire il dolore.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Alcuni Mantra riequilibrano i tre umori (Vento, Bile, Flemma). Nella Medicina Tibetana i tre umori sono considerati le tre energie vitali del corpo; le malattie si manifestano quando i tre umori sono in squilibrio tra loro.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Esistono anche dei Mantra chiamati delle &#8220;Cento Malattie&#8221;. La Medicina Tibetana considera che tutte le malattie siano mutamenti dei disturbi delle differenti energie vitali di base. Questi Mantra hanno la capacit&#224; di curare ogni genere di problemi, sono efficaci per trattare delle malattie complesse ed anche quelle aventi una causa ancora sconosciuta.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Importanti esempi di questo tipo di Mantra sono:
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Dorje Gotrab&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra dell'Armatura Indistruttibile'
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Pawa Dru Nga&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra dei simboli dei Cinque Guerrieri'
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Bat Shima&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra delle quattro Forze di Distruzione'
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Che cosa significa &#8220;Trasmissione del Mantra&#8221;?&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&quot;Ricevere&quot; un Mantra equivale a riceverne la trasmissione e questo perch&#233; i Mantra sono in realt&#224; energia sottoforma di suono. Attraverso l'ascolto della recitazione di un Mantra, riceviamo la capacit&#224; di recitare il Mantra per noi stessi, per fare esperienza dei suoi benefici curativi e per guarire gli altri.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Per tradizione i Mantra devono essere trasmessi dal Maestro direttamente all'allievo. Nella tradizione spirituale tibetana, la trasmissione degli insegnamenti presenta tre aspetti fondamentali:
&lt;br&gt;Il Maestro d&#224; una spiegazione orale degli insegnamenti, khrid, dando istruzioni molto precise su come effettuare le pratiche.
&lt;br&gt;Il Maestro recita il testo radice, lung; gli allievi ricevono la trasmissione con l'atto di ascoltare e di sentire. Il Maestro e l'allievo sono interconnessi attraverso il suono.
&lt;br&gt;Il Maestro esegue il rituale di potenziamento, wang (Tib. dBang), conferendo all'allievo il potere ed il permesso di fare la pratica. Nella tradizione spirituale Vajrayana, questa &#232; la parte pi&#249; importante della trasmissione.
&lt;br&gt;Nella tradizione del Mantra Healing, tuttavia, il processo della trasmissione &#232; molto pi&#249; semplice e consiste soltanto in uno di suddetti aspetti.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Quello che &#233; fondamentale per ricevere la trasmissione, &#232; che l'allievo deve udire il Mantra recitato ad alta voce dal Maestro. In questo processo, le vibrazioni sonore del Mantra incorporano l'essenza del potere di guarigione - non solo del Mantra in s&#233; -, ma anche della saggezza e del potere di guarigione accumulati dall'intero lignaggio dei guaritori che hanno usato e potenziato il Mantra prima d'ora.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Chiunque non abbia ricevuto questa trasmissione - o connessione di energia - non pu&#242; ricevere i benefici connessi all'uso del Mantra, anche se recitasse il Mantra molte volte. Il mantra, senza trasmissione, pu&#242; non ottenere affatto l'effetto desiderato o addirittura produrre l'effetto contrario.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Gli effetti del Mantra Healing possono essere sorprendentemente potenti e profondi ed a volte pi&#249; efficaci delle medicine convenzionali. Il Mantra Healing fornisce spesso risultati molto veloci, che possono essere particolarmente evidenti in quelle malattie dove l'utilizzo delle medicine convenzionali &#233; risultato inefficace.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le origini del Mantra Healing?&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Curare con l'uso mantra &#232; una pratica utilizzata da migliaia di anni. Le sue origini sono rintracciabili nell'antico Tibet, in Mongolia e in India.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La pi&#249; antica conoscenza di Mantra Healing si considera che appartenga alla tradizione Bonpo nel Tibet. Bonpo significa letteralmente &#8220;uno che canta&#8221;. Ci sono anche Mantra di guarigione che derivano dalle religioni Ind&#249; e Buddista. Mentre i Mantra, cosiddetti spirituali, sono considerati &#8220;chiusi&#8221;, il che significa che soltanto un seguace di quella fede pu&#242; riceverli, i Mantra di guarigione generalmente non richiedono una tale restrizione. Chiunque, sinceramente interessato, pu&#242; ricevere la trasmissione di questi Mantra.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;La prima traccia scritta di Mantra usati a scopo di guarigione &#232; stata ritrovata nel famoso testo medico tibetano &#8220;Bum Shi&#8221; (Molte istruzioni orali sulla medicina). L'autore di questo testo &#232; Chebu Trishe, il primo medico tibetano, figlio di Shenrab Miwoche, il fondatore della tradizione filosofica Bon vissuto circa 3.900 anni fa.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Buddha Shakyamuni ha anch'esso trasmesso molti Mantra di guarigione in un Sutra citato come &#8220;Zhang Dus&#8221; (Collezione di Mantra), quasi 2.500 anni fa.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Oltre a questi famosi personaggi storici, ci sono stati molti Maestri spirituali altamente realizzati e vissuti in Tibet che hanno scoperto il loro Mantra di guarigione personale. Questa pratica della &#8220;scoperta spontanea&#8221; di Mantra &#232; nota come Terma (gTerma letteralmente &#8216;tesoro nascosto') ed &#232; presente in Tibet - sia nella tradizione Bonpo che nella religione buddista - da oltre mille anni. I Tertons (praticanti che scoprono tale &#8220;tesoro nascosto&#8221;) pi&#249; famosi sono Dranpa Namkha, Sangje Lingpa, Dorje Lingpa, Padma Lingpa, Mingyur Dorje e Dudjom Lingpa.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Come sono utilizzati i Mantra per guarire?&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Il Mantra Healing pu&#242; essere usato per guarire se stessi oppure gli altri. Tradizionalmente, ci sono 6 modi principali per usare il Mantra Healing; il metodo impiegato dipende dalla natura della malattia e dei mezzi specifici attraverso i quali il Mantra funziona. In generale, il Mantra dev'essere recitato un determinato numero di volte per attivarne il potere, quindi l'alito del guaritore, che rappresenta l'essenza della Voce e che contiene, di conseguenza, l'energia sottile del Suono, &#232; usato per potenziare uno strumento di guarigione. Questo pu&#242; avvenire nei seguenti modi:
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Ngak Chu&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra d'acqua'. Si soffia l'alito sull'acqua che verr&#224; ingerita.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Ngak Mar&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra del burro'. Si soffia l'alito sul burro che verr&#224; consumato o spalmato sull'area dove si manifesta il problema.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Tsa Ngak&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra del sale'. Si soffia l'alito sul sale che verr&#224; applicato sull'area problematica; in alcuni casi il sale pu&#242; essere riscaldato prima di essere applicato.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Ngak Phu&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra del soffio'. Si strofinano le mani giunte e si soffia il mantra fra le due mani che verranno poi verranno appoggiate sui punti problematici del corpo.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Chag Ngak&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra del metallo'. Il metallo potenziato con il soffio e riscaldato &#232; utilizzato per generare energia di guarigione.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;strong&gt; &lt;i&gt;Ngak rDo&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; - 'Mantra di pietra'. Si soffia l'alito su una pietra calda che verr&#224; applicata sull'area problematica.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt; &lt;i&gt;Source : &lt;a href=&quot;http://www.iattm.net/&quot; target=_blank&gt;International Academy for Trdaitional Tibetan Medicine&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La suprema beatitudine buddhista (Paolo Vicentini)</title>
		<link>http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article11387</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article11387</guid>
		<dc:date>2013-04-17T15:22:49Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberto Gasparri</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;La salvezza &#232; la realizzazione assolutamente personale di un individuo che fa assegnamento unicamente su se stesso. Nessuno, e in particolare nessuna comunit&#224; sociale, pu&#242; aiutarlo. Il carattere specificamente asociale del vero misticismo qui giunge al suo estremo.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?rubrique25" rel="directory"&gt;Articles et conf&#233;rences&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L70xH100/arton11387-68caf.gif&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='70' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:70px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_14575 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:180px;' &gt;
&lt;img src='http://www.buddhachannel.tv/portail/local/cache-vignettes/L180xH157/beatitudine-ad0c7.jpg' width='180' height='157' alt=&quot;&quot; style='height:157px;width:180px;' /&gt;&lt;/span&gt;Vi &#232; stata una lunga e radicata tradizione di pensiero in Occidente che ha interpretato il buddhismo come una dottrina pessimistica e nichilistica, negatrice del mondo e proponitrice di un annullamento, di un dissolvimento totale dell'individualit&#224;. Solitamente poi, e curiosamente, questa interpretazione si accompagnava ad un'altra che poneva l'ideale di liberazione buddhista, ossia la realizzazione dello &#8220;spegnimento&#8221; o &#8220;estinzione&#8221; (nibb&#226;na), come il risultato di un atto estremo di egoismo. Illustre rappresentante di questa tradizione fu Max Weber, il quale ancora negli anni Venti del secolo appena trascorso scrisse:
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;La salvezza [nel buddhismo] &#232; la realizzazione assolutamente personale di un individuo che fa assegnamento unicamente su se stesso. Nessuno, e in particolare nessuna comunit&#224; sociale, pu&#242; aiutarlo. Il carattere specificamente asociale del vero misticismo qui giunge al suo estremo.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt; la stessa interpretazione fu ripetuta anche da noti studiosi indiani di religione hindu, come ad esempio Tirupattur R. V. Murti:
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;L'Arahat si contenta del raggiungimento della propria salvezza personale; non &#232; necessariamente e attivamente interessato al benessere degli altri. L'ideale dell'Arahat sa di egoismo; e vi &#232; anche un timore latente che il mondo si impossesserebbe di lui se egli vi indugiasse troppo a lungo.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;La curiosit&#224; di questa interpretazione sta nel suo ondeggiare, assai incoerentemente, fra una visione sostanzialistica ed una nichilistica del buddhismo, ossia fra una visione del buddhismo come &#8220;egoismo spirituale&#8221; ed una visione di esso quale assoluto negatore dell'io, dell'individualit&#224;. Lewis Mumford, seguendo questa linea di pensiero, motiv&#242; addirittura la diffusione del buddhismo in Occidente con il suo essere un'ideologia perfettamente funzionale all'odierna societ&#224; ipertecnologica, completamente anonima e automatizzata, da egli battezzata &#8220;la megamacchina&#8221;:
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Un'automazione completa e universale significa una rinuncia totale alla vita e, eventualmente, l'estinzione totale, proprio quel ritiro nel nirvana che il principe Gautama prospettava all'uomo come unica via per liberarsi dal dolore, dalla pena, dalla sfortuna. Quando l'impulso vitale &#232; avvilito sappiamo quale potente influsso eserciti tale dottrina sulle masse deluse e scoraggiate: per alcuni secoli il buddhismo fu la religione dominante in India, la Cina ne fu invasa. Identiche sono le cause che portano all'odierna rinascita del buddhismo in occidente.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ancora pi&#249; curioso, per&#242;, &#232; che da questo tipo di fraintendimenti il buddhismo fu costretto a difendersi gi&#224; ai tempi della predicazione del Buddha, contrappondendovi la ben nota dottrina della &#8220;via di mezzo&#8221; (majjhim&#226; patipad&#226;) fra gli estremi (ant&#226;) dell'essere e del non essere, dell'eternalismo (sassatav&#226;da) e del nichilismo (ucchedav&#226;da):
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Erroneamente, bassamente, falsamente, infondatamente alcuni asceti e brahmani mi accusano dicendo che l'asceta Gotama &#232; un nichilista e predica l'annichilimento, la distruzione e la non esistenza. Questo &#232; quanto non sono, questo &#232; quanto non affermo.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Che le cose abbiamo essere, o Kacc&#226;na, costituisce un estremo; che le cose non abbiano essere, l'altro estremo. Questi due estremi, o Kacc&#226;na, sono stati evitati dal Tath&#226;gata e questa &#232; la via media che egli insegna.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Eppure la ragione dei frequenti fraintendimenti non pu&#242; essere imputata esclusivamente ad una ignoranza degli interpreti. Vi &#232; in effetti un tipo di linguaggio nei testi canonici del buddhismo che si presta all'incomprensione. Le prime due &#8220;nobili verit&#224;&#8221; (ariya sacc&#226;ni) del buddhismo enunciano che l'esistenza &#232; &#8220;dolore&#8221; (dukkha) e che la causa del dolore risiede nel &#8220;desiderio&#8221; (tanh&#226;). Abbondano inoltre nei testi i passi che invitano a vedere il mondo sotto il segno della caducit&#224; (anicca) e della insostanzialit&#224; (anatt&#226;) o vacuit&#224; (su&#241;&#241;at&#226;), sia esterna (l'impermanenza di qualsiasi oggetto o evento) che interna (l'assenza di un io in quanto entit&#224; stabile e distinta), sia spaziale che temporale:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;O virtuosi, il corpo umano &#232; impermanente; non &#232; forte n&#233; durevole; deperir&#224; ed &#232; quindi instabile. Provoca inquietudine e sofferenza essendo soggetto a ogni tipo di malattia. Virtuosi, tutti gli uomini saggi non fanno assegnamento su questo corpo che &#232; simile ad una massa di schiuma, inafferrabile. &#200; come una bolla e non dura a lungo. [...] &#200; simile a un'illusione essendo il prodotto di pensieri distorti. &#200; simile a un sogno essendo modellato dalle opinioni false. &#200; come un'ombra ed &#232; provocato dal karma. [...] &#200; simile a una nube fluttuante che si pu&#242; disperdere in qualsiasi momento. &#200; simile a un lampo perch&#233; non si trattiene il tempo di un pensiero. [...] &#200; privo di un io perch&#233; &#232; simile al fuoco (che uccide se stesso). &#200; transitorio come il vento. [...] &#200; irreale perch&#233; la sua esistenza dipende dai quattro elementi. &#200; vuoto, non essendovi n&#233; l'io n&#233; il suo oggetto. [...] &#200; impuro e pieno di sudiciume. &#200; infedele e sebbene sia stato lavato, bagnato, vestito e nutrito, infine deperir&#224; e morir&#224;. &#200; una calamit&#224;, essendo soggetto ad ogni specie di malattia e sofferenza. &#200; simile a un pozzo asciutto, poich&#233; &#232; inseguito dalla morte. &#200; instabile e morir&#224;.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;A tutto ci&#242; si aggiunge la descrizione della condizione di affrancamento dal dolore dell'esistenza come quella di uno stato &#8220;sopramondano&#8221; (lokuttara), ossia trascendente il &#8220;mondo&#8221; (loka) e tutto ci&#242; che &#232; &#8220;mondano&#8221; (lokiya):
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;I saggi sfuggono al mondo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Io vi annuncio questa liberazione dal mondo che vi ho esposto secondo realt&#224;: cos&#236; ci si libera dal dolore.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Come comportarsi di fronte a queste parole? La tentazione pi&#249; naturale sarebbe di interpretarle come una manifestazione di dualismo, di disprezzo verso la realt&#224; e di fuga verso un altrove che assume i connotati dell'annullamento totale della vita e delle sue gioie. Ma il farlo sarebbe come estrapolare un frammento di un discorso pretendendo di intenderne il senso a prescindere dal contesto in cui si trovava inserito.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Una prima e pi&#249; generale condizione indispensabile per ricostruire l'autentico significato e la reale portata di questi insegnamenti consiste nella necessit&#224; di liberarsi dall'idea che il buddhismo sia interessato a fornire una dottrina precostituita, una serie di teorie in cui credere ciecamente ed a cui affidarsi per avere una interpretazione corretta della realt&#224;. Il Buddha, in quanto ha potuto vedere la natura della realt&#224;, non ha teorie, non ha opinioni ed il suo insegnamento (Dhamma) fornisce semplicemente uno strumento di liberazione che una volta assolto il proprio compito va di necessit&#224; abbandonato, come una zattera la quale una volta trasportatici sull'altra sponda del fiume &#232; cosa saggia abbandonare sulla riva raggiunta piuttosto che trascinarsi inutilmente sulle spalle.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Ma se l'insegnamento buddhista &#232; solo lo strumento, quale sar&#224; il fine che esso si prefigge di realizzare? Anche in questo caso il Buddha si &#232; dimostrato molto chiaro fin dal principio: il fine &#232; la liberazione da dukkha, parola variamente tradotta con &#8220;dolore&#8221;, &#8220;sofferenza&#8221; o &#8220;pena&#8221;, ma che forse sarebbe pi&#249; corretto rendere con &#8220;insoddisfazione&#8221;, per sottolinearne la valenza mentale: &#8220;O monaci, io annuncio una sola cosa: la sofferenza e la cessazione della sofferenza&#8221;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Tale &#8220;insoddisfazione&#8221; esistenziale non ha per&#242; una portata meramente psicologica; essa &#232; il risultato di una fondamentale &#8220;ignoranza&#8221; (avijj&#226;) che produce dal punto di vista gnoseologico una &#8220;falsa visione&#8221; (micch&#226; ditthi) della realt&#224; di tipo dualistico e dal punto di vista etico un comportamento viziato da una insaziabile &#8220;sete&#8221; (tanh&#226;) di possesso di tipo egoistico. &#200; chiaro dunque come nel buddhismo gli aspetti psicologico, gnoseologico ed etico siano inestricabilmente legati.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;L'ignoranza fondamentale combattuta dal buddhismo e origine della sofferenza consiste nell'attribuire alla realt&#224;, esteriore ed interiore, delle caratteristiche che essa non ha e non pu&#242; avere, ossia permanenza e sostanzialit&#224; assolute. L'afferrarsi a questo o a quell'altro aspetto dell'esistenza, o anche ad essa nel suo insieme, in conseguenza di tale ignoranza produce inevitabilmente insoddisfazione nel momento in cui la realt&#224; psicologica o materiale a cui ci siamo aggrappati rivela la sua reale natura diveniente ed interrelata, facendo svanire le nostre illusioni. L'oggetto principale di questo afferrarsi o aggrapparsi (up&#226;d&#226;na) &#232; costituito dall'io (att&#226;), che noi tendiamo in tal modo ad ipostatizzare quale realt&#224; assoluta, stabile e separata dal mondo esterno. Quando i cinque aggregati psicofisici (khandha) che nel buddhismo formano tradizionalmente l'individualit&#224; umana diventano oggetto del nostro attaccamento si trasformano negli &#8220;aggregati dell'attaccamento&#8221; (up&#226;d&#226;nakkhandha), fonte primaria della nostra insoddisfazione, nucleo principale intorno al quale coaguliamo ed incrementiamo una visione dicotomica della realt&#224; inevitabilmente guidata da una sete di possesso. &#8220;Sete&#8221; &#232; in effetti la traduzione pi&#249; corretta per la parola p&#226;li tanh&#226; solitamente resa con &#8220;desiderio&#8221;; si tratta infatti non di un desiderio normale, per il quale in p&#226;li si utilizza il termine chanda, ma di una brama, di un desiderio squilibrato e smodato frutto dell'incapacit&#224; di mettere a fuoco la vera natura della realt&#224;. &#200; questo tipo di desiderio che il buddhismo mira ad eliminare, e non il desiderio tout court. In termini cristiani esso &#232; paragonabile alla epithym&#237;a, che la teologia latina traduce con concupiscentia, o alla philaut&#237;a, l'amore di s&#233; opposto all'amore di Dio e del prossimo, della patristica orientale.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Generalmente chi interpreta il buddhismo quale dottrina pessimistica si sofferma sulla fase diagnostica, quella dell'esistenza dell'insoddisfazione, e non pone invece in rilievo come il buddhismo sostenga di fornire dei mezzi per porre fine a tale condizione e come il nibb&#226;na consista appunto nella realizzazione del supremo bene e della suprema beatitudine (paramam sukham). Il fatto poi che la sofferenza non costituisca la natura originaria della realt&#224; &#232; testimoniato dal fatto che il nibb&#226;na &#232; paragonato al vedere la realt&#224; &#8220;cos&#236; com'&#232;&#8221; (yath&#226;bh&#251;tam). Se dunque si tratta solamente di riacquisire una condizione originaria e sempre presente &#232; chiaro che tutto quello che bisogna fare &#232; spogliarsi della sovrastruttura del dolore, distaccarci dalle nostre false concettualizzazioni, guardare la realt&#224; al di l&#224; delle nostre speranze o delle nostre paure, affinch&#233; il nibb&#226;na sia sperimentabile qui e ora in tutta la sua immediatezza:
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Se la brama, l'odio e l'illusione sono stati completamente distrutti, allora si pu&#242; vedere il nibb&#226;na qui e ora, senza indugi, disponibile alla verifica e direttamente sperimentabile dal saggio.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Se per&#242;, come abbiamo veduto, la sofferenza che permea la realt&#224; non &#232; costitutiva ma solo sovrastrutturale, se il desiderio che bisogna eliminare &#232; solo quello egoistico frutto di una visione dualistica e sostanzialistica della realt&#224;, e se l'io di cui il buddhismo dichiara l'inesistenza non &#232; l'individualit&#224; empirica ma l'idea di un ego separato dal resto della realt&#224; e permanente, resta allora da chiarire perch&#233; nel buddhismo il nibb&#226;na sia considerato uno stato sovramondano e perch&#233; si parli della condizione di liberazione dalla sofferenza come di una fuga dal mondo. L'equivoco principale &#232; di tipo linguistico ed &#232; causato dal fatto che spesso nei testi buddhisti i temini del linguaggio ordinario assumono un significato differente e traslato. Nel caso della parola &#8220;mondo&#8221; (loka), essa assume il significato di percezione ordinaria della realt&#224;, di visione determinata dall'ignoranza, e diviene perci&#242; sinonimo di sofferenza. Come scrive Buddhad&#226;sa:
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;nel linguaggio del dhamma, il mondo indica lo stato mentale mondano (lokyia), il livello mondano della scala dello sviluppo mentale, cio&#232; il regno della sofferenza. Lo stato di impermanenza, cambiamento, insoddisfazione: ecco lo stato mondano della mente. Viene detto che le caratteristiche principali del &#8216;mondo' sono la natura condizionata ed il dolore. Annunciando le Quattro Nobili Verit&#224; il Buddha usa a volte la parola &#8216;mondo' e altre &#8216;condizione insoddisfacente' o &#8216;sofferenza'. Tutte sono la stessa cosa.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&#200; chiaro, allora, che se &#8220;mondo&#8221; e &#8220;insoddisfazione&#8221; sono equivalenti, se la visione &#8220;mondana&#8221; non &#232; altro che lo sguardo ignorante sulle cose, la cessazione o l'abbandono di essa non costituisce una fuga dall'esistenza ma un distacco da una percezione errata della realt&#224;, attuato il quale l'esistenza pu&#242; riacquistare tutta la sua felicit&#224; e la sua gioia (sukham) ed &#232; possibile &#8220;dimorare beatamente nelle cose cos&#236; come sono&#8221;. Un po' come nel cristianesimo, in cui la condanna della &#8220;carne&#8221; (s&#225;rx) non &#232; la condanna del corpo, bens&#236; di un rapporto sbagliato e ingannevole col corpo e dove lo scopo dell'ascetismo corporale, come ha ben illustrato Evelyn Underhill, era la morte (la mortificazione) non del corpo, ma dell'egoismo, dell'io inteso nel suo ristretto senso individualistico e posto al centro del mondo, ossia di un'immagine irreale di se stessi e della realt&#224; tutta.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;L'esercizio della visione della realt&#224; quale evento caduco e privo di entit&#224; sostanziali e separate fa dunque parte degli strumenti, degli abili mezzi (up&#226;yakosalla), messi in atto dal Buddha per condurre il discepolo a spogliarsi da tutte le sovrastrutture - prima fra tutte quella del proprio ego - con cui egli cerca di ingabbiare la realt&#224;. Spogliarsi del &#8220;mondo&#8221; &#232; spogliarsi del proprio ego (ahamkara), della propria visione dualistica, del senso dell'io-mio, abbandonare tutti gli attaccamenti, svuotarsi da tutte le costruzioni mentali, purificare la propria mente, il proprio cuore, fino a che diventi specchio terso in cui la realt&#224; possa riflettersi quale veramente &#232;:
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;spip_poesie&quot;&gt;
&lt;div&gt;Ne buddhismo, la sapienza di un illuminato viene spesso paragonata a un grande specchio rotondo, il cui simbolo &#232; un circolo. Uno specchio infatti non ha ego, non ha mente: se si presenta un fiore, lo riflette; se si presenta un uccello, lo riflette. Se un oggetto &#232; bello, lo mostra bello; se &#232; brutto, lo mostra brutto. Ogni cosa si rispecchia cos&#236; com'&#232;: non c'&#232; una mente discriminante che faccia da filtro. Se una cosa appare, lo specchio la registra; se scompare, la lascia scomparire. Volente o nolente, nessun oggetto vi lascia tracce. Questo non-attaccamento, questo stato di non-mente, questa condizione di imparzialit&#224; &#232; paragonata alla pura e lucida sapienza del Buddha.&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Questa &#232; la condizione pi&#249; volte descritta come &#8220;indifferenza&#8221; o &#8220;imparzialit&#224;&#8221; (vir&#226;ga) e riassunta dalla frase: &#8220;nessun dhamma a cui aggrapparsi&#8221;. Dhamma, nel buddhismo, &#232; forse la parola dal significato pi&#249; ricco. Essa indica tutti gli elementi dell'esistenza ed anche la stessa dottrina buddhista. Perci&#242;, dire &#8220;non attaccarsi ad alcun dhamma&#8221;, equivale a dire: &#8220;non attaccarsi a nulla&#8221;. E non aggrapparsi a nulla vuol dire anche &#8220;non aggrapparsi neppure al non attaccarsi a nulla&#8221;. Attaccarsi al non-attaccamento, ossia all'indifferenza, infatti, &#232; la pi&#249; sottile e difficilmente sradicabile forma di attaccamento. &#200; per questo che la purificazione e lo svuotamento messi in atto dal discepolo sono talmente profondi e completi da prevedere l'evacuazione della stessa idea di vacuit&#224;, ossia il distacco dalla stessa idea di non-attaccamento, di indifferenza, come ultimo e pi&#249; subdolo legame su cui pu&#242; far presa il proprio ego. Ci&#242; fa s&#236; che non si possa nemmeno dire, del liberato (vimutta), che egli combatta il &#8220;mondo&#8221;, ossia la sofferenza, perch&#233; egli ha oramai superato qualsiasi forma di dualismo e di opposizione tipici della visione &#8220;mondana&#8221;, compresa quella fra sofferenza e liberazione: &#8220;io non combatto con il mondo, ma il mondo combatte con me; poich&#233; colui che conosce il Dhamma non combatte mai con il mondo&#8221;.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;Resta da fugare un ultimo fraintendimento cui pu&#242; dar luogo l'esposizione della dottrina buddhista, e cio&#232; l'impressione che questa &#8220;indifferenza&#8221; non sia altro che una condizione di estrema insensibilit&#224;, un freddo ed apatico distacco incapace di alcun sentimento. Non si comprenderebbe per&#242;, in questo modo, perch&#233; invece la condizione di liberazione (vimutti) nel buddhismo sia vista come lo stato in cui benevolenza (mett&#226;), compassione (karun&#226;), gioia (mudit&#226;) ed equanimit&#224; (upekkh&#226;) sono presenti e sviluppate nel loro grado pi&#249; alto.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;L'imperturbabilit&#224; o, per usare un termine di origine stoica ma che si ritrova anche in molti padri della Chiesa (Clemente Alessandrino, Origene e Gregorio di Nissa fra questi), l'ap&#225;theia, ha sempre suscitato perplessit&#224; se non avversione nel mondo occidentale. &#200; nota ad esempio l'aspra critica di Girolamo, il quale nel Dialogus adversus Pelagianos avanz&#242; l'ipotesi che gli asceti intendessero mutare l'uomo in una pietra senza pi&#249; alcun sentimento umano, contraddicendo in questo modo il primo e pi&#249; fondamentale comandamento cristiano. La difficolt&#224; di conciliare impassibilit&#224; e compassione, imperturbabilit&#224; e benevolenza, indifferenza e gioia simpatetica &#232; sempre stato anche uno dei problemi maggiori per gli esegeti occidentali del buddhismo; ma se amare vuol dire affrancarsi dagli attaccamenti esteriori e interiori, dalle passioni individualistiche che continuamente riproducono quella dualit&#224;, quell'egoismo, quelle opposizioni che sono la principale causa dell'odio, dell'ignoranza e quindi della sofferenza, allora possiamo comprendere come la condizione di imperturbabilit&#224; e di imparzialit&#224; sia la condizione spirituale indispensabile per amare e conoscere veramente, poich&#233; in essa si realizza la limpidezza mentale ed emotiva necessaria affinch&#233; ogni cosa possa riflettersi in noi secondo la sua reale natura, cosicch&#233; noi possiamo accoglierla ed amarla in modo in-differente, ossia al di l&#224; di qualsiasi differenza creata dal mutevole gioco delle nostre contrastanti passioni.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gianfrancobertagni.it/&quot; target=_blank&gt;www.gianfrancobertagni.i&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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