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Le bambole-angelo benedette da monaci buddisti : la nuova moda che impazza in Tailandia

giovedì 28 gennaio 2016, di Estefania Mejia

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In Tailandia le bambole non sono un semplice giocattolo infantile. Da un anno a questa parte le « luuk thep », letteralmente bambole-angelo, sono le compagne inseparabili di molti adulti i quali le trattano come dei bambini in carne ed ossa, anzi, spesso le vestono anche meglio. Le portano a spasso sul passeggino, al ristorante gli ordinano dei menù appositi e in aereo, coloro che ne hanno le capacità economiche, gli riservano un sedile tutto per loro. Proprio come i genitori fanno con i loro figli.

Questa nuova moda che a prima vista può sembrare assai insolita ed al limite della follia ha delle ragioni di fondo ben precise. I tailandesi che ne sono in possesso sono convinti che queste bambole a grandezza naturale siano abitate da degli spiriti di angeli e che siano in grado di proteggerli e di attirare la buona sorte. Gli amuleti non sono un’usanza rara nella superstiziosa Tailandia, in cui il Buddismo che é la religione maggioritaria possiede un carattere sincretico ereditato delle credenze che lo hanno preceduto quali l’animismo e l’induismo. In particolare sembrerebbe che le bambole angelo siano una versione più moderna di un antico culto chiamato « kumanthong » che consisteva nel conservare, a mo’ di portafortuna, dei feti che si pensava contenessero l’anima del bambino. Ciò finché la lugubre pratica non fu proibita.

Per rendere la protezione offerta dalle bambole-angelo ancora più efficace alcune contengono delle reliquie mistiche, vengono cosparse con le ceneri provenienti dalla cremazione di monaci o parenti oppure vengono tatuate con mantra o iscrizioni magiche. Le autorità religiose sembrano alquanto preoccupate dalla piega assunta da questa moda. Sebbene, infondo, queste bambole siano innocue e assai distinte da quelle che vengono usate per i rituali vudù, favoriscono delle false credenze contrarie alla norma religiosa. Il fenomeno è tanto più inquietante in quanto alcuni monaci buddisti si prestano alle cerimonie di consacrazione e benedizione delle bambole-angelo. L’officina nazionale del Buddismo ha dichiarato che porterà avanti delle inchieste al riguardo.

Il mercato redditizio delle bambole-angelo ha cominciato a espandersi soprattutto a seguito dell’annuncio fatto dal famoso deejay radio, Bookko Thannatchayapan. Bookko ha affermato che il il suo Wansai (questo il nome attribuito alla sua bambola-angelo) ha il merito di averlo fatto sfondare nell’industria dell’intrattenimento. Stando a quanto dice il deejay, prima di aver ottenuto il suo primo impiego in questo settore, avrebbe richiesto l’aiuto di Wansai in cambio di una collana d’oro. La popolarità delle bambole angelo ha così ricevuto una forte spinta e le vendite hanno registrato un’impennata. I commercianti delle luuk thep, che vengono per lo più importate dalla Cina e il cui costo oscilla dai 55 ai 600 dollari, non sono affatto degli angeli, però. Solo questa settimana sono state requisite 100 bambole angelo e tre venditori sono stati arrestati per evasione fiscale, in quanto non avevano pagato le tasse di importazione.

La polizia ha anche altri motivi per temere la propagazione di tale negozio. Oltre al commercio illegale sembra che questa bambole possano essere usate per il traffico di droghe internazionale. Negli scorsi tre mesi più di quaranta passeggeri hanno deciso di viaggiare in aereo assieme alle loro bambole-angelo, spesso insistendo perché non vengano riposte negli spazi dei bagagli a mano. La compagnia aerea Thai Smile prendendo atto di tali comportamenti ha deciso di lasciar viaggiare le bambole-angelo come dei veri passeggeri, a patto che venga pagato loro il biglietto e gli si allacci la cintura. In tal caso come ogni altro passeggero che non sia di plastica, le bambole hanno diritto a bibite e spuntini. Il giorno seguente all’annuncio di tale misura una bambola-angelo é stata sequestrata nell’aeroporto di Chiang Mai per trasportare 200 compresse di Ya ba, un’anfetamina tailandese. Le autorità aeroportuali hanno così deciso di comune accordo di vietare la vendita di biglietti aerei per le look thep, in quanto le bambole sono classificate come bagaglio e non sono delle persone.

Sebbene questa tendenza non sia il sintomo di nessuna malattia mentale, secondo il Dipartimento di Salute mentale, la sua causa potrebbe essere quanto meno di indole sociale. Di fatti, secondo l’antropologo Pinthongvijayakul riflette la fase critica e di instabilità vissuta dalla società tailandese. Un modo di aggrapparsi a delle nuove sicurezze, quando molte altre sembrano scomparire.

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