Lao Tse - Tao Te King (XXXI-XL)
venerdì 2 luglio 2010, di
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XXXI - DESISTERE DALLE OPERAZIONI MILITARI
Ecco che son le belle armi:strumenti del malvagioche le creature han sempre detestati.Per questo non rimane chi pratica il Tao.Il saggio, che è pacifico, tiene in pregio la sinistra,chi adopra l’armi tiene in pregio la destra.Ecco che son l’armi:strumenti del malvagionon strumenti del saggio,il quale li adopra solo se non può farne a meno.Avendo per supreme pace e quiete,ei vince ma non se ne compiace,chi se ne compiacegioisce nell’uccidere gli uomini.Ora chi gioisce nell’uccidere gli uomininon può attuare i suoi intenti nel mondo.Nelle gesta fauste si tiene in onore la sinistra,nelle gesta infauste si tiene in onore la destra.Il luogotenente sta alla sinistra,il duce supremo sta alla destra:assume il posto del rito funebre.Quei che gli uomini ha ucciso in massali piange con cordoglio e con tristezza:la vittoria in guerra gli assegna il posto del ritofunebre.
XXXII - LA VIRTÙ DEL SANTO
Il Tao in eterno è senza nome,è grezzo per quanto minimo sia,nessuno al mondo è capace di fargli da ministro.Se principi e sovrani fossero capaci di attenervisi,le diecimila crature da sé si sottometterebbero,il Cielo in mutuo accordo con la Terrafarebbe discendere soave rugiadae il popolo, senza alcuno che lo comandi,da sé troverebbe il giusto assetto.Quando si cominciò ad intagliaresi ebbero i nomi.Tutto quello che ha nome viene trattato come proprio,perciò sappi contenerti.Chi sa contenersipuò non correre pericolo.Paragona la presenza del Tao nel mondoai fiumi e ai mari cui accorrono rivi e valli.
XXXIII - LA VIRTÙ DEL DISCERNIMENTO
Chi conosce gli altri è sapiente,chi conosce sé stesso è illuminato.Chi vince gli altri è potente,chi vince sé stesso è forte.Chi sa contentarsi è ricco,chi strenuamente opera attua i suoi intenti.A lungo dura chi non si diparte dal suo stato,ha vita perenne quello che muore ma non perisce.
XXXIV - CONFIDARE NEL PERFETTO
Come è universale il gran Tao!può stare a sinistra come a destra.In esso fidando vengono alla vita le creatureed esso non le rifiuta,l’opera compiuta non chiama sua.Veste e nutre le creaturema non se ne fa signore,esso che sempre non ha bramepuò esser nominato Piccolo.Le creature ad esso si volgonoma esso non se ne fa signore,può esser nominato Grande.Poiché giammai si fa grandepuò realizzare la sua grandezza.
XXXV - LA VIRTÙ DELLA CARITÀ’
Verso chi tiene in sé la grande immagineil mondo accorre,accorre e non riceve dannoma calma e pace grandi.Attratto da musiche e bevande prelibatesi ferma il viator che passa,ma quel che al Tao esce di boccacom’è scipito! non ha sapore.A guardarlo non riesci a vederlo,ad ascoltarlo non riesci ad udirlo,ad usarlo non riesci ad esaurirlo.
XXXVI - L’OCCULTO E IL PALESE
Quei che vuoi che si contraggadevi farlo espandere,quei che vuoi che s’indeboliscadevi farlo rafforzare,quei che vuoi che rovinidevi farlo prosperare,a quei che vuoi che sia toltodevi dare.Questo è l’occulto e il palese.Mollezza e debolezza vincono durezza e forza.Al pesce non conviene abbandonar l’abisso,gli strumenti profittevoli al regnonon conviene mostrarli al popolo.
XXXVII - ESERCITARE IL GOVERNO
Il Tao in eterno non agiscee nulla v’è che non sia fatto.Se principi e sovrani fossero capaci d’attenervisi,le creature da sé si trasformerebbero.Quelli che per trasformarle bramassero operareio li acquietereicon la semplicità di quel che non ha nomeanch’esse non avrebbero brame,quando non han brame stanno quietee il mondo da sé s’assesta.
XXXVIII - ESPONE LA VIRTÙ
La virtù somma non si fa virtùper questo ha virtù,la virtù inferiore non manca di farsi virtùper questo non ha virtù.La virtù somma non agiscema non ha necessità di agire,la virtù inferiore agiscema ha necessità di agire.La somma carità agiscema non ha necessità di agire,la somma giustizia agiscema ha necessità di agire,il sommo rito agiscee se non viene corrispostosi denuda le braccia e trascina a forza.Fu così cheperduto il Tao venne poi la virtù,perduta la virtù venne poi la carità,perduta la carità venne poi la giustizia,perduta la giustizia venne poi il rito:il rito è labilità della lealtà e della sinceritàe foriero di disordine.Chi per primo conosce è fior nel Taoe principio di ignoranza.Per questo l’uomo granderesta in ciò che è solidoe non si sofferma in ciò che è labile,resta nel fruttoe non si sofferma nel fiore.Perciò respinge l’uno e preferisce l’altro.
XXXIX - UNIFORMARSI AL FONDAMENTO
In principio questi ottenner l’Uno:il Cielo l’ottenne e per esso fu puro,la Terra l’ottenne e per esso fu tranquilla,gli esseri sovrannaturali l’ottenneroe per esso furono potenti,la valle l’ottenne e per esso fu ricolma,le creature l’ottennero e per esso vissero,principi e sovrani l’ottenneroe per esso furon retti nel governare il mondo.Costoro ne furono resi perfetti.Se il Cielo non fosse puro per essotemerebbe di squarciarsi,se la Terra non fosse tranquilla per essotemerebbe di fendersi,se gli esseri sovrannaturali non fossero potenti per essotemerebbero d’annullarsi,se la valle non fosse ricolma per essotemerebbe d’inaridirsi,se le creature non vivessero per essotemerebbero di spegnersi,se principi e sovrani non fossero nobili e alti per essotemerebbero di cadere.Il nobile ha per fondamento il vile,l’alto ha per basamento il basso.Perciò quando principi e sovrani chiamano sé stessil’orfano, lo scarso di virtù, l’incapace,non è perché considerano lor fondamento il vile?Ahimé, no!Quando hai finito d’enumerare le parti del carroancor non hai il carro.Non voler essere pregiato come giadané spregiato come pietra.
XL - DOVE ANDARE E CHE ADOPERARE
Il tornare è il movimento del Tao,la debolezza è quel che adopra il Tao.Le diecimila creature che sono sotto il cielohanno vita dall’essere,l’essere ha vita dal non-essere.
Fonte : http://spazioinwind.libero.it





















