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Donatore di Sangue

lunedì 14 giugno 2010, di Buddhachannel Italia

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Il 14 giugno si festeggia, in Italia e nel mondo, la Giornata mondiale del donatore di sangue, un’occasione per celebrare e ringraziare i milioni di donatori volontari di sangue che con il loro atto generoso, responsabile e consapevole permettono di assicurare le terapie trasfusionali a tutti i pazienti che necessitano di tali trattamenti. La data del 14 giugno è altamente simbolica, ricorre infatti oggi la nascita di Karl Landsteiner, lo scienziato che ha ricevuto il premio Nobel per aver scoperto, agli inizi del ’900, il sistema AB0 dei gruppi sanguigni. La Giornata è stata voluta e promossa dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e della mezzaluna Rossa, dalla Federazione internazionale delle Organizzazioni dei Donatori di Sangue e la dalla Società Internazionale di Medicina Trasfusionale, sostenute dall‟Organizzazione Mondiale della Sanità. Ogni anno viene scelta una capitale, tra quelle candidate, come sede mondiale degli eventi celebrativi.

Lo scopo di questa giornata del donatore di sangue è quello di ringraziare tutti i donatori periodici di sangue e di sensibilizzare la cittadinanza alla donazione del sangue, soprattutto nei Paesi sottosviluppati che non hanno ancora raggiunto l’autosufficienza per sangue ed emocomponenti, sottolineando il contributo dei donatori ai sistemi sanitari nazionali e lo stretto legame esistente tra la donazione volontaria (non remunerata) e la qualità del sangue in termini di sicurezza.

Lo slogan della Giornata del 2010, che si tiene a Barcellona, è ’New blood for the world’, con il chiaro intento di avvicinare al dono le nuove generazioni perché garantiscano il fabbisogno di sangue costantemente in crescita con un adeguato ricambio generazionale. Spetta infatti ai giovani la possibilità di sostituire la generazione di donatori di sangue in età di pensionamento e di costruire le premesse di un nuovo mondo che accolga e sostenga valori come: responsabilità, solidarietà, consapevolezza, conoscenza, informazione e partecipazione.

Tale percorso, che si configura come un obiettivo primario anche per la salute pubblica in tutto il mondo, è pienamente condiviso dall‟Italia. Secondo le proiezioni sulla donazione del sangue in rapporto all‟andamento demografico, nel nostro Paese la riduzione complessiva di donatori ed unità di sangue intero raccolte nel prossimo decennio è stimabile intorno all‟8%. La fascia d’età dalla quale proviene la grande maggioranza dei donatori è rappresentata dalle persone tra i 30 ed i 55 anni. Questa componente della popolazione dei donatori di sangue, però, risulta proprio quella destinata a ridursi in modo significativo nei prossimi decenni, secondo le stime elaborate in un apposito studio dell‟Istituto di ricerche Censis.

Sulla base di queste premesse e della missione istituzionale che rappresenta il cuore del proprio mandato, il Centro Nazionale Sangue ha organizzato il programma italiano del World Blood Donor Day, in collaborazione con le Associazioni di Volontariato (Avis, Croce Rossa, Fidas , Fratres). Con la volontà di mutuare non solo gli obiettivi ma anche le valenze che sottendono alla scelta della “città simbolo” della movida giovanile (che è Barcellona), il CNS ha scelto come sede della manifestazione nazionale la città di Alghero, gemellata con Barcellona e custode di un forte legame culturale e linguistico con la Catalogna.

Il programma, articolato nelle tre giornate di sabato 12 , domenica 13 e lunedì 14 giugno, giorno dedicato alla celebrazione mondiale, è stato elaborato sulla falsariga della manifestazione catalana, che declina il tema sangue in luoghi e modi tali da rendere la città “full blooded”.

Nell’edizione italiana, gli organizzatori, col patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Alghero, hanno mobilitato la città con ’una movida por la vida’, accedendo al tema sangue attraverso tre differenti generi (letterario, musicale, artistico) che daranno lo spunto per informarsi e partecipare anche a coloro che sono fuori dalla numerosa comunità dei donatori di sangue.

In particolare oggi 14 giugno, nell’ambito di un incontro istituzionale nella cornice del rinnovato Quartè Sayal di Alghero, con la presenza di personalità di spicco del mondo della medicina ed in particolare professionisti della cura delle malattie del sangue, si parlerà di talassemia in un incontro dal titolo ’MALE NOSTRUM: prevenzione, cura e buone pratiche per (con) vivere con la Talassemia’. Nel mondo i pazienti affetti da questa malattia sono circa 3 milioni; ogni anno sono 330 mila i bambini che nascono affetti da emopatie congenite: di questi il 17% è affetto da talassemia. L’Italia è uno dei paesi più colpiti: si contano 7000 malati e 3.500.000 di portatori sani, concentrati nelle zone della Sardegna e Sicilia, nelle regioni meridionali e nella zona del delta padano.

I malati di talassemia hanno bisogno di trasfusioni di sangue continue, circa ogni due settimane, e possono sopravvivere solo grazie a tutti coloro che spontaneamente e gratuitamente donano il loro sangue, in un sistema dove la donazione volontaria, non remunerata e consapevole rappresenta un presidio salvavita in molti dei più importanti percorsi diagnostico-terapeutici.


Fonte : http://www.italia-news.it

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