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Taoismo

martedì 22 marzo 2016, di Nanny Obame

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Il Taoismo è una religione monistica, panteistica ed enoteistica originaria della Cina, istituzionalizzatasi come tale all’incirca nel II secolo a.C., scaturendo da un movimento di pensiero nato dalla combinazione dell’antica filosofia cinese con le opere spirituali di Laozi, una commistione già attiva tra il VII e il V secolo avanti Cristo. Il Taoismo affonda le sue radici nell’antica cultura cinese, proponendosi in differenti forme e caratterizzando l’arte, la vita e la spiritualità dell’Estremo Oriente. Se ne trovano influenze nel Buddhismo cinese, in particolare nel Chan, nella medicina tradizionale cinese, nella politica e nell’estetica. È componente essenziale delle arti marziali ed è venuto a contatto anche con l’Occidente, attraverso temi come l’ambientalismo, l’ecologia e lo sviluppo personale.



Fondamenti
Testi sacri
l testo sacro più importante per gli aspetti dottrinali della religione è senza dubbio il Canone taoista (Daozang 道藏, letteralmente "Il tesoro del Dao"), compilato durante le dinastie Jin, Tang, Song, e la dinastia Ming. Include almeno millecinquecento testi di carattere religioso, ricchi di insegnamenti per la pratica della religione taoista e l’applicazione della sua etica. Seguendo l’esempio del Tripitaka buddhista, il Daozang è diviso in tre sezioni :

i "Testi della Suprema Purezza" (Dongzen), ovvero Sacro" (Dongxuan), vale a dire scritture sulla liturgia e sul medio livello di iniziazione; e infine i "Testi dei Tre Signori" (Dongshen), una sezione che include insegnamenti sulle tecniche di esorcismo, sulla teologia taoista e sul minimo livello iniziatico. Il Canone contiene inoltre una gamma di scritture supplementari, aggiunte in epoche più recenti, che trattano di varie questioni: preghiere, invocazioni, meditazione, divinità e molto altro; tra questi testi si possono trovare il "Libro della Grande Pace" (Taipinjing), testi alchemici e scritture della tradizione dei Maestri Celesti, i Papi dell’ortodossia, oggi figure poco importanti sia per la Chiesa taoista taiwanese, ancor meno per l’organizzazione ecclesiastica della Cina continentale.

Il Libro della Via e della Virtù (maggiormente conosciuto come Daodejing o Tao Te Ching) è il testo attribuito al padre fondatore del sistema religioso taoista, ovvero Laozi. Quest’opera poetica e dai termini criptici ed esoterici — riconosciuta come una delle più grandi opere spirituali dell’umanità — vanta un numero di interpretazioni, letture critiche e traduzioni non inferiore a quello delle riletture della Bibbia. Le diverse edizioni, spesso fortemente divergenti, illustrano la ricchezza e la saggezza della religiosità taoista. L’opera enuncia con chiarezza e semplicità il pensiero di Laozi, e permette di scoprire i principali fondamenti del Taoismo. Per i fedeli l’opera è spesso considerata una Sacra Scrittura rivelata a Laozi da un’ispirazione divina, sebbene non venga negata la possibilità dell’uomo di poter giungere a conoscenze occultistiche superiori con le sue stesse capacità.


Un’altra opera di prominente rilevanza è il Libro del Maestro Zhuang (Zhuangzi, dal nome dell’autore), scrittura diretta di uno dei più grandi pensatori della Cina. Sotto forma di favole, di viaggi metafisici o di dialoghi filosofici, propone una via da seguire. Fu il testo maggiormente utilizzato da artisti e letterati e tutt’oggi viene ampiamente studiato dai religiosi, anche buddhisti e confuciani.

Il Libro del Vuoto Perfetto (Liezi, anche in questo caso lo stesso nome di chi lo scrisse), è una collezione di aneddoti e di favole, la maggior parte ispirati alla dottrina di Zhuangzi; il testo è il terzo più importante della religione taoista. Complessivamente il Taoismo non dà particolare enfasi ai testi sacri. I fedeli generalmente non consultano il Canone taoista, ma usano testi e preghiere tramandati dai maestri, o spesso dai parenti.

La confessione Quanzhen ha un approccio al Taoismo più improntato sullo studio delle scritture, e il Libro dei Mutamenti è ritenuto particolarmente importante rispetto agli altri testi per le sue valenze cosmologiche e filosofiche. Molti movimenti cinesi recenti si basano su nuove scritture rivelate. A Taiwan è inoltre usanza cantare inni tratti dai testi buddhisti anche nei templi taoisti. Le Chiese taoiste, in particolare la Chiesa taoista cinese, nella loro opera di riforma del Taoismo enfatizzano maggiormente l’importanza delle Sacre Scritture, le quali possono rappresentare una base morale e dottrinale importante per i fedeli.


Dottrina
Il Taoismo è spesso descritto in correlazione al Confucianesimo. [15] Entrambe le correnti rappresentano il grande patrimonio culturale cinese, che è molto più importante di ciò che le differenzia, sono dunque più complementari che antagoniste. I letterati cinesi le hanno spesso descritte come due mezzi differenti per giungere al medesimo obiettivo: la salvezza e l’armonia. Ciascuno è efficace nel suo dominio, e si può essere, come definito da molti maestri, confuciani di giorno e taoisti di notte. La dottrina del Taoismo è strettamente legata alla cosmologia, in quanto si fonda sul rispetto della Divinità e quindi della natura, in quanto questa è la Divinità manifestata. Il sistema etico taoista si fonda perciò su una serie di valori strettamente correlati all’approcciarsi naturale dell’uomo al mondo. Il modo migliore per condurre l’anima alla salvezza, che corrisponde alla realizzazione — vale a dire l’unione mistica con la Divinità — , è seguire i tre principi etici fondamentali della religione taoista, chiamati generalmente i tre gioielli del Tao.

Questi sono compassione, semplicità e pazienza, spesso interpretati anche come amore, moderazione e umiltà; si tratta dei dettami base su cui il fedele taoista deve condurre la propria vita. Parallelamente, importante è anche il concetto della legge dell’agire senza agire (wu wei 無為, 无为), un aspetto dottrinale che enfatizza la necessità di lasciar fluire la natura delle cose e la propria natura, affinché questa si plasmi come meglio sia possibile, trovando la sua armonia in relazione all’universo.


Templi
Inizialmente il culto taoista si svolgeva all’aperto. Con il passare del tempo si è tuttavia sempre più concentrato in templi che hanno forti somiglianze con quelli buddhisti. Sono di solito consacrati a specifiche divinità ma è possibile invocarvi collettivamente anche più forze divine. In cinese, il termine utilizzato per indicare i templi taoisti è guan (o kuan), traducibile come "osservare", "contemplare", "intuire". Questo significato accentua la funzione mistica del luogo di culto, in cui il fedele non va solo per assistere ai rituali, ma anche e soprattutto per contemplare la natura, riflettendo sul concetto di divinità fortemente permeato in essa.

L’edificio di culto è caratterizzato da un cortile, una sala principale in cui è custodita la rappresentazione della divinità, e più sale minori o giardini. I templi — gestiti perlopiù da sacerdoti taoisti sotto la diretta amministrazione di uno dei centri distrettuali della Chiesa taoista cinese — sono i luoghi di culto dei paesi e vengono utilizzati non solo per i servizi ritualistici, ma anche per feste di ogni tipo, rappresentazioni teatrali, spettacoli di marionette. Sono inoltre i luoghi più visitati in occasione dei grandi festival, come la Festa di Primavera. Fondamentale in tutti i templi taoisti è un grande tripode, situato di solito immediatamente all’entrata. I fedeli possono utilizzare il braciere accendendo bastoncini di incenso come voto per le divinità. I preti giocano un ruolo fondamentale nel sostegno morale dei fedeli discutendo con loro dei loro problemi e delle preoccupazioni, ed eseguendo riti e benedizioni su richiesta.


Etica naturale
Il significato letterale del termine Tao è "Via" o "Sentiero". La Divinità può essere intesa in questo senso anche come un modello da seguire, una strada da percorrere, e — dato che il Taoismo è una spiritualità panteistica — la strada da percorrere equivale alla strada della natura e della naturalezza, dato che la natura stessa è Dio manifesto. La ricerca del Tao è la ricerca dell’essenziale, e in questo può essere vista come un analogo più elaborato del cinismo greco. Tale fortissimo richiamo all’essenzialità, al cosiddetto tronco grezzo, agli antichi, richiede la difficile operazione di spogliarsi del superfluo e dei preconcetti. Lo scopo è lasciar fluire l’originale liberando la spontaneità, che non deve però essere scambiata con lassismo: l’autodisciplina è un elemento comunque importante, pur con l’insistenza acciocché si mantenga creativa e non diventi automutilazione. La disciplina richiesta al taoista non è quella occidentale portatrice talvolta di rigidità e limitazioni, ma incarna anzi la determinazione ad astenersi da questi. Il richiamo all’essenziale ed all’antico potrebbe essere scambiato per desiderio di regressione al primitivo, ma deve semmai essere inteso come esortazione ad una vita anche moderna che recuperi l’interazione diretta con la ragione concreta, eliminando le intermediazioni fuorvianti; un recupero del primitivo in quanto inalienabile.

La ricerca della saggezza, in Cina, si fonda principalmente sull’armonia. Quest’ultima, per i taoisti, si raggiunge placando il proprio cuore — e il proprio spirito, il cuore nel pensiero cinese simboleggia spesso questa entità — attraverso la Via (il Tao, la Divinità), ossia seguendo la strada della natura. Dottrina fondamentale del Taoismo è l’affermazione secondo cui il Tao non si può descrivere a parole; non si può quindi parlare del Tao ma solo parlare attorno ad esso. Questo va letto come un’indicazione non della complessità del Tao stesso, quanto dell’inadeguatezza del linguaggio umano, che riproduce — nelle sue stesse strutture fondamentali — proprio quegli errori basilari di percezione della realtà che il Taoismo si propone di superare. Ritornando all’autenticità primordiale e naturale, imitando la feconda passività della natura che origina spontaneamente i diecimila esseri, l’uomo può liberarsi dalle catene e il suo spirito può cavalcare le nuvole. Suscitante una sorta di pacifico naturalismo, il Taoismo è un ideale di spontaneità, di libertà individuale, di rifiuto dei rigori della vita sociale e di comunicazione estatica con le forze cosmiche. Queste caratteristiche mistiche del Taoismo hanno influenzato poeti, letterati, pittori e affascinano oggi molti occidentali. Per liberarsi dalle costrizioni sociali, i taoisti svolgono pellegrinaggi sulle montagne o in campagna. Già nel pensiero di Confucio, si trova questo intento di migliorare la vita sociale riavvicinando l’uomo alla natura.

Un’idea ricorrente nel Libro della Via e della Virtù è quella del lasciar fare. Se si lascia che la natura faccia il suo corso e i suoi diecimila esseri seguano la propria strada, essi cresceranno e si moltiplicheranno. Se non si cerca di governare gli uomini, loro si organizzeranno nel modo migliore possibile. Quest’idea che può apparire come liberalitaria deve essere contestualizzata. Essa si fonda su un’antica credenza sciamanica, secondo cui se si lascia fare la natura, essa soddisferà l’uomo. La concezione della storia è già postmoderna, nel senso che sono riconosciuti i limiti di una visione lineare e progressista delle vicende umane e si sottolinea amaramente il ripetersi degli stessi vecchi errori nei nuovi contesti — portatrice quindi di una sorta di ciclicità statica. A questa è contrapposto l’ideale politico di una società conforme al Tao (che oggi diremmo libertaria, per quanto l’implicazione opposta sia tutt’altro che scontata), a sua volta stabile ed immutabile perché fluida e disgregatrice dei conflitti. Le due situazioni non devono essere confuse.


Influenze
La relativa vicinanza di temi rispetto al Buddhismo — pur nella sostanziale differenza di prospettive — ha fatto sì che si creassero diverse forme di sincretismo fra le due fedi, con condivisione e scambio di elementi religiosi e divinità. Il ché è avvenuto soprattutto sotto le dinastie Sui e Tang. Il contatto del Buddismo con la tradizione taoista ha portato alla formazione della famosa corrente del Buddhismo Zen, diffusa soprattutto in Giappone sincreticamente allo Shintoismo. Proprio in quest’ultima religione è andato affermandosi il simbolo del Tomoe, o Yin Yang Yuan, o Triplo Taijitu, il quale presenta tre scissioni dell’energia cosmica anziché due. Il significato è lo stesso di quello del Taijitu, ma adattato ai tre principi della cosmologia shintoista, ovvero il cosmo, la terra e tutti i frutti della loro unione. Il Tomoe ha valenza anche nel Taoismo: rappresenta infatti semplicemente lo stadio successivo a quello del Taiji — al quale corrisponde il Taijitu — ovvero la completa manifestazione di Dio. La terza parte rappresenta le reazioni fisiche che scaturiscono dalla relazione dei due principi cosmici primordiali. Oltre alla sua influenza sull’arte dell’Estremo Oriente, il Taoismo ha profondamente influenzato domini vari come la medicina, la politica, l’arte dei giardini, la cucina, la sessualità — considerata spesso come parte della medicina — , le arti marziali, la filosofia, la letteratura. Oggi, dopo mezzo secolo di repressione da parte dei governi cinesi, il Taoismo è nuovamente considerato come parte fondamentale della cultura del suo Paese d’origine e inizia a farsi sentire anche in Occidente, suscitando ideali come l’ambientalismo [10] e l’estetica, ma anche come vera e propria opzione per chi cerca un nuovo tipo di spiritualità.

Parte costitutiva assieme al Confucianesimo di una cultura tra le più antiche al mondo, ha contribuito alla formazione di un popolo che costituisce oggi un quarto dell’umanità. Represso a causa di correnti di pensiero che si riteneva suscitasse, il Taoismo ha certamente rafforzato i suoi principi basilari: come il Tao su cui si fonda la sua dottrina, anche il Taoismo si è dimostrato fluido come l’acqua, antico come il mare, difficile da descrivere a parole, impossibile da eliminare; come la Divinità, impregna e fertilizza ogni cosa con cui entri in contatto. Il Taoismo è andato costituendosi nel corso dei secoli e si è adattato perfettamente alle varie società e filosofie. Ci sono studiosi ad esempio che ritengono che la meditazione taoista sia stata influenzata dallo Yoga induista. Nell’era moderna ha offerto le basi di nascita anche a nuove religioni come le sette della Via del Primo Cielo, e a discipline spirituali come il Falundafa.


Fonte : http://www.wikipedia.org

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