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Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitolo 4-7

venerdì 19 febbraio 2010, di Buddhachannel Italia

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CAPITOLO 4

IL VALORE RELATIVO DELLE RELIQUIE E LA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA

Ad una domanda del Jina (il Vittorioso), Sakra rispose:
“Se io potessi averi Campi di Buddha come le sabbie del fiume Gange, tutti completamente pieni delle reliquie dei Jina: Ciò nonostante io dovrei ancora acquisire questa saggezza, la più alta delle perfezioni. Per quale ragione? Non è che io manchi di rispetto per le reliquie, ma esse sono venerate perché dotate di saggezza. Così come ogni uomo che è supportato dal re ottiene venerazione, così anche le reliquie di Buddha (ottengono venerazione), perché sono supportate dalla perfezione della saggezza.

SIMILE ALLA GEMMA DEI DESIDERI

Una preziosa gemma, in possesso di tutte le qualità, senza prezzo; Il cesto in cui lei possa trovarsi, dovrebbe essere degno di omaggio, (perché) anche quando la gemma è stata tolta, il cesto continua ad emettere la sua luce: queste sono le qualità della gemma. Proprio così sono le qualità della saggezza, la più alta perfezione,
capace di ottenere venerazione per le reliquie del Jina persino dopo che egli ha trovato riposo. Quindi facciamo sì che colui che vuole ottenere le qualità dei Jina intraprenda la perfezione della saggezza. Essa è liberazione.

LA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA E LE ALTRE CINQUE PERFEZIONI

Il Maestro allora disse:
“La Saggezza conduce al dono, e alla moralità, pazienza, vigore e concentrazione. si preoccupa perché non si disperda ciò che è virtuoso Essa sola è anche colei che rivela tutti i dharma. (Ndt: Trad. letterale dal Tibetano: "Lei insegna un solo principio tutti i fenomeni").

SIMILE ALLE OMBRE

Ci sono in Jambudvipa molte migliaia di koti di alberi, di differenti specie, varietà e forme; e comunque non ci sarebbe differenza anche tra le loro ombre, ma nel linguaggio comune sono tutte ugualmente riconosciute come ombra: Così anche queste cinque perfezioni dei Jina avranno lo stesso nome dalla perfezione della saggezza: quando esse sono rivolte all’Onniscienza, tutte queste sei saranno divenute un solo sapore detto “l’Illuminazione”.

CAPITOLO 5

LA FALSA E LA VERA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA

Quando un Bodhisattva [falsamente] insegna forma, percezione, sensazione, volontà,
o (le) considera come impermanenti [asserendo che esse si distruggono], - nella falsa [perfezione di saggezza] egli si trova, non considerando saggiamente; Perché i savi mai determinano la distruzione di un dharma. V/1skt
Che sia di forma, di sensazione, di percezione, o coscienza, o volontà, non c’è cognizione:
(Ndt Trad. letterale dal Tibetano: "Dove forma non è, sensazione non è, percezione non concettuale, coscienza non è, volizione non concettuale") secondo la vacuità e la non produzione [egli] concepisce tutti i dharma. Questa è la pratica della saggezza, la più alta perfezione. V/2skt

LA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA PIÙ GRANDE DI QUALSIASI ALTRO DONO SPIRITUALE

Se qualcuno si esercitasse per raggiungere lo stato di Arhat
così tanto quanti sono gli esseri che sono contenuti in campi di numero uguale alle sabbie del fiume Gange: e se qualcun altro, avendo copiato questa perfezione della saggezza, desse il testo a un altro essere, - egli sarebbe distinto da un più alto merito. V/3skt Per quale ragione?

I Supremi Maestri, addestrati in questo, fanno sì che tutti i dharma siano intelligibili in questa vacuità. Quando hanno appreso ciò, i Discepoli fanno velocemente esperienza del loro tipo di emancipazione,
altri fanno esperienza dell’illuminazione del Pratyekabuddha, altri ancora dell’illuminazione di Buddha. V/4skt

L’IMPORTANZA DEL PENSIERO DI ILLUMINAZIONE

Dove non c’è germoglio, non può esserci nessun albero.
Come ci può essere la produzione di rami, foglie, frutti o fiori? Senza aspirazione per l’illuminazione non c’è possibilità di un Jina nel mondo. Come quindi potrebbero Sakra, Brahma, frutti e discepoli manifestarsi? V/6skt

Quando il globo solare emette una moltitudine di raggi,
allora gli esseri si impegnano a compiere i loro lavori:
Così quando il pensiero dell’illuminazione è sorto nel mondo per la conoscenza dei saggi, per la Saggezza Trascendentale gli esseri senzienti hanno tutte le buone qualità del Dharma V/6skt

Se non ci fosse il Re dei Serpenti nel suo [lago di ] Anavatapta, come potrebbe esserci in Jambudvipa uno scorrere di acque nei fiumi? E se non ci fossero fiumi, frutti e fiori non avrebbero la possibilità di esserci, e non ci sarebbero nemmeno molte classi di gioielli negli oceani. V/7skt

Così se non ci fosse il pensiero dell’illuminazione, come potrebbe esserci il fluire della cognizione del Tathagata in tutti questi mondi? E se non c’è cognizione, non ci sarebbe la generazione di virtù, né l’illuminazione, nemmeno i dharma del Buddha vasti come l’oceano. V/8skt

IL SOLE E LA LUCCIOLA

Se tutti gli insetti che emettono luce, ovunque in questo mondo Volessero per lo scopo dell’illuminazione, emanare luce:
un singolo raggio, nascente dal globo solare li abbaglierebbe tutti,
e sarebbe infinitesimale la lucentezza del gruppo di esseri luminosi. V/9skt

CAPITOLO 6

IL MERITO SUPREMO DELLA DEDICA E DEL GIOIRE

Qualsiasi grande merito fosse generato dalla folla di Discepoli,
associato con il donare, la moralità e lo sviluppo [meditativo]: ma se un Bodhisattva si rallegra con un singolo pensiero, Non ci potrebbe essere [come paragone]
nessun accumulo di merito in tutta le moltitudini di Discepoli.

L’ESTENSIONE DEL GIORIRE

Se consideriamo i niyuta di koti (innumerevoli milioni - Ndt.) di Buddha che sono andati nei tempi passati,
e quelli che proprio ora risiedono in innumerevoli migliaia di koti di campi di Buddha; e anche quei Saggi del mondo che, raggiunto il Parinirvana, dimostreranno il gioiello del Dharma allo scopo della completa estinzione della sofferenza; se consideriamo il merito di questi Jina durante il periodo che va dal principio della prima formulazione del pensiero della più alta illuminazione, fino al tempo dell’estinzione del buon Dharma delle Guide, ancor di più qualsiasi merito dei Jina , del Buddhadharma andato al di là, di chiunque, Bodhisattva, Shravaka, studenti e non studenti, quelli con asrava (contaminazioni mentali) e quelli senza asrava. Avendo accumulato tutti questi (meriti ndt.), il Bodhisattva si rallegra, e rivolge il tutto verso l’illuminazione che è legata con il benessere del mondo

IL VERO O IL FALSO VOLGERSI

Se in colui che lì si dedica continua la percezione di un pensiero,
o se il suo rivolgersi alla percezione dell’illuminazione implica la percezione di un essere: stabilito nella percezione, false visioni o pensieri, è legato dal triplice attaccamento. Questo non si trasforma in un rivolgersi verso coloro che la realizzano (l’illuminazione-ndt).

Ma quando egli così comprende: Questi dharma sono estinti ed arrestati, e ciò a cui essi sono rivolti, quello è anche estinto; né in nessun luogo un dharma è mai convertito in un dharma: Allora questo si trasforma in un rivolgersi verso colui che così considera saggiamente. Quando produce un segno, egli non si volge [all’illuminazione], ma se [egli si volge ad esso come] il senza-segno, [quello] si trasforma nell’illuminazione.
Così come il cibo mescolato al veleno è buono da mangiare,
così prendere i puri dharma come una base è stato spiegato dal Jina. Quindi così uno dovrebbe esercitarsi nel rivolgersi (all’illuminazione- ndt )

Come i Jina saggiamente conoscono la positiva [radice],- la sua classe per ciò che è, le sue origini per ciò che sono, le sue caratteristiche così come sono, - in questo modo io gioisco [della radice positiva], di conseguenza io rivolgo [essa] (all’illuminazione- ndt ) E così rivolgo il merito verso l’illuminazione, colui il quale predica ciò che i Jina hanno insegnato, egli non turba i Buddha, Così come ci sono nel mondo Bodhisattva che si appoggiano su delle basi Tutti loro sorpassa l’eroe che si volge in questo modo.

CAPITOLO 7

LA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA GUIDA LE ALTRE PERFEZIONI.

Come possono quelle niyuta di koti di nati ciechi, che sono senza una guida,
che non sono pratici della strada, trovare un ingresso in città? Senza saggezza queste cinque perfezioni sono senza occhi: Coloro che sono senza una guida non sono abili all’esperienza dell’illuminazione. Quando la saggezza si prende cura di loro,
allora avendo acquisito l’occhio, essi ottengono quella designazione [cioè ‘perfezione’]. E’ come un dipinto [religioso] [di una deità od un santo] che è completo eccetto per gli occhi. Solo dopo che gli occhi sono dipinti uno ottiene la propria rimunerazione.

L’ATTITUDINE AI DHARMA ED AL SE’.

Quando colui che sviluppa la saggezza finale
non si afferra neanche al minimo dharma, condizionato o incondizionato, oscuro oppure chiaro; allora egli parla nel mondo della perfezione della saggezza che è come lo spazio, in cui niente di reale è mai stabilito. Nel momento in cui egli pensa, ‘Io mi sto addestrando nella saggezza dei Jina, io libererò nyuta di esseri afflitti da molte malattie’:
Questo Bodhisattva è uno che immagina la nozione di esseri, e questa non è la pratica della saggezza, la più alta perfezione.

FEDE NELLA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA

Il Bodhisattva che ha osservato questa più alta perfezione,
quando in passato servì [i Buddha], è colto e non dubita: Appena egli ha udito riconoscerà di nuovo il Maestro,
e rapidamente intenderà la Pacifica Calma dell’illuminazione. Sebbene nel passato egli ha onorato e servito milioni di Buddha, se senza fede nella perfetta saggezza dei Jina, udendo essa, egli la rigetterà, essere di poca intelligenza;
dopo averla rigettata, egli andrà nell’Inferno Avici, e nessuno lo potrà salvare.
Quindi abbi fede in questa Madre di tutti i Jina, se vuoi fare esperienza della più alta Cognizione dei Buddha: - Che egli sia come un mercante, che ha viaggiato all’isola del tesoro, e che, avendo perso i suoi beni, ritornerebbe [in ogni caso, ad essa].

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Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Introduzione
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 1
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 2-3
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 4-7
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 8-11
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 12-15
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 16-19
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 20-21
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 21-26
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 27-30
Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitulo 31-32

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