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Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Capitolo 2-3

giovedì 18 febbraio 2010, di Buddhachannel Italia

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CAPITOLO 2

DOVE DIMORANO I BODHISATTVA

Egli non dimora nella forma, percezione o sensazione,
nella volontà o coscienza, e neanche in nessun skanda. Solo nella vera natura del Dharma egli dimora. Allora questa è la pratica della saggezza, la più alta perfezione. Cambiamento e non cambiamento, sofferenza e benessere, il sé e il non sé, l’amabile e l’aborrito – in questa Vacuità sono soltanto una Talità.

E così egli non dimora nel frutto che ha conseguito che è triplice – quello di Arhat, Buddha Solitario e Buddha pienamente illuminato. Lo stesso Maestro non si fermò nel reame libero da condizioni, nemmeno nelle cose che sono condizionate,
ma liberamente egli vagò senza una casa: Proprio così, senza un supporto o una base un Bodhisattva dimora. I Jina (i Vittoriosi) hanno chiamato questa posizione una condizione libera da basi.

IN COSA SI ADDESTRANO I BODHISATTVA

Coloro che desiderano essere i Discepoli del Sugata,
o Pratyekabuddha, o similmente, Re del Dharma – Senza il possesso di questa Pazienza non possono raggiungere i loro rispettivi obiettivi. Essi si dirigono al di là, ma i loro occhi non sono sull’altra sponda. Coloro che insegnano Dharma e coloro che ascoltano quando esso viene insegnato, coloro che hanno raggiunto il frutto dell’Arhat, Buddha Solitario, o un Saggio del mondo; e il Nirvana ottenuto dai saggi e colti – Mere illusioni, meri sogni, così ci ha insegnato il Tathagata.

Quattro tipi di persone non sono allarmate da quest’insegnamento:
I Figli dei Vincitori esperti delle verità, i santi che non torneranno indietro, gli Arhat liberi da contaminazioni e macchie, che si sono disfatti dai loro dubbi; e per quarti quelli guidati da buoni maestri. Così avviato, il saggio e abile Bodhisattva, non si addestra per essere un Arhat, nemmeno per il livello di Pratyekabuddha. Solo nel Buddhadharma egli si addestra per il beneficio del tutto–conoscenza. Nessun addestramento è il suo addestramento, e nessuno è addestrato nel suo addestramento. Accrescimento o diminuzione delle forme non è lo scopo del suo esercitarsi. E nemmeno lui si prepara per acquisire vari dharma. La Completa Conoscenza soltanto egli può sperare di acquisire per mezzo del suo addestramento. Verso ciò egli avanza quando si esercita in quest’addestramento e si delizia in quelle sue virtù.

I FATTI DELL’ESISTENZA

Le forme non sono saggezza e allo stesso modo la saggezza non si trova nella forma, nella coscienza,
nelle percezioni o nella volontà. Queste non sono saggezza e nessuna saggezza è in loro.

E’ come lo spazio, senza rotture o incrinature. L’originale natura essenziale è senza i limiti di tutti i supporti oggettivi; Per questi motivi, l’originale natura essenziale è illimitata. Così come l’originale natura essenziale dello spazio non ha limiti, così anche la saggezza dei Conoscitori del Mondo è illimitata. “Percezioni”- mere parole, così i Signori ci hanno detto; Abbandonate ed esaurite le ‘Percezioni’, vanno aldilà. Quelli che hanno successo nel liberarsi dalle percezioni, Essi, andati aldilà, esaudiscono i comandamenti del Maestro.

Se anche per eoni illimitati come le sabbie del Gange Il Maestro continuasse a pronunciare la parola “esseri senzienti”: primordialmente, dalla purezza come nascerebbero esseri senzienti ? Questa è la pratica della saggezza, la più alta delle perfezioni.

CONCLUSIONE

E così il Jina conclude il suo sermone, e alla fine ci dice:
“Giacché tutto ciò che dissi e feci fu in accordo con la perfetta saggezza, allora ricevetti questa predizione dal Nobile Essere che venne prima di me: ‘Completamente Illuminato, in un tempo futuro tu sarai un Buddha!”

CAPITOLO 2

IL MERITO CHE DERIVA DALLA PERFETTA SAGGEZZA

“Chi intraprenderà questa Perfezione della Saggezza,
che i Saggi mettono in atto, e che studiano costantemente; Fuoco, veleno, spada e acqua non (lo) possono ferire, e anche Mara non trova ingresso, e nemmeno le sue schiere. Qualcuno potrebbe, per il Sugata che ha trovato riposo, costruire Stupa, fatti di sette cose preziose, e venerarli;
fino a che migliaia di koti di campi fossero pieni di questi Stupa del Sugata, innumerevoli come le sabbie del Gange; e come lui così anche tanti esseri numerosi che possono essere contenuti in migliaia di koti di campi, tutti essi venerassero, senza fare nient’altro, con deliziosi fiori e i migliori profumi ed unguenti,
immaginiamo per eoni nei tre periodi, e ancora più di così: Ma se qualcun altro copiasse questo libro, la Madre dei Sugata, dal quale si generano le Guide con i dieci poteri, tenesse a mente, riverisse con fiori ed unguenti, - Coloro che avessero venerato gli Stupa avrebbero solo un’infinitesima parte del suo merito.

PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA, UN GRANDE SAPERE

Questa Perfezione della saggezza dei Jina è un grande Sapere,
che lenisce i dharma che creano sofferenza e malattie in molti mondi degli esseri. I Saggi del Mondo del passato, del futuro e quelli [di adesso] nelle dieci direzioni, sono diventati, esercitandosi in questo sapere, dei supremi guaritori. E [anche] quelli che hanno intrapreso la pratica della pietà e della considerazione del benessere altrui, (essi), i saggi, grazie all’esercizio di questo Sapere, faranno esperienza dell’illuminazione. Coloro che hanno felicità condizionata, e quelli che hanno felicità incondizionata, tutta la loro felicità dovrebbe essere noto che deriva da ciò.

LA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA E LE ALTRE CINQUE PERFEZIONI

I semi piantati, stanno nella terra,
grazie all’accumulo di condizioni favorevoli, germogliano con grandi varietà di forme: Tutte le qualità dell’illuminazione, [che sono nelle] cinque perfezioni, tutte nascono dalla perfezione della saggezza. Sempre, da qualsiasi strada un Monarca Universale venga, le sette preziose sostanze e tutte le armate provengono da quella stessa strada: e dovunque ci sia la perfezione dalla saggezza dei Jina, da quella stessa verranno le buone qualità dell’Illuminato.

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Prajñāpāramitā Ratnaguṇasaṃcayagātha - Sutra della Perfezione della Saggezza - Introduzione
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